Jacobs out in semifinale a Budapest, Pernici vola in finale degli 800
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Redazione Sport
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La seconda serata dell'Ultimate Championship di Budapest consegna verdetti netti sulla pista ungherese, dove il ritorno di Lamont Marcell Jacobs si esaurisce nella semifinale dei 100 metri. Il campione olimpico di Tokyo, in pista poco più di un mese dopo l'infortunio all'adduttore rimediato nella finale degli Europei di Birmingham, chiude settimo in 10.20 e resta fuori dalla finale. Al velocista sarebbe bastato il quarto posto per staccare il pass, ma la seconda parte di gara è quella che tradisce le attese: «Mi sentivo bene, però mi è mancata la seconda parte.
Se sono qui è perché sapevo di potermi mettere in gioco. Ci tenevo a esserci: questo format mi piace, ci sono i migliori al mondo, ma forse non avevo tutti i cento metri nelle gambe», ha spiegato a Sky dopo la gara.
Il capolavoro di Pernici negli 800 metri
La serata azzurra trova il suo apice nella semifinale degli 800 metri, dove Francesco Pernici firma una prova di grande personalità. Il mezzofondista bresciano, tesserato per le Fiamme Gialle, arriva secondo nella propria batteria in 1:43.80, secondo tempo in carriera a soli due decimi dal record italiano stabilito lo scorso 3 luglio a 1:43.60, quando strappò a Marcello Fiasconaro un primato che resisteva da 53 anni. Davanti a lui soltanto l'irlandese Mark English, campione europeo, con 1:43.74.
Il crono vale anche il secondo miglior tempo complessivo di qualificazione, dal momento che nell'altra semifinale si è corso più lentamente.
Il trionfo di Iapichino nel salto in lungo
La prima giornata aveva già regalato all'Italia una gioia con Larissa Iapichino, che conquista il titolo nel salto in lungo con la misura di 6.90 metri realizzata al primo tentativo. L'azzurra delle Fiamme Oro, fresca del titolo europeo conquistato a Birmingham, prende il comando della gara sin dall'apertura e non lo lascia più, chiudendo davanti alla britannica Jazmin Sawyers (6.78) e alla statunitense Alyssa Jones (6.77).
Per la ventitreenne toscana si tratta del primo successo globale in carriera, arrivato in una serata segnata da un lutto personale: «È una bellissima emozione, significa tanto in una stagione che mi ha dato tanto e in un giorno un po' particolare in onore di chi non c'è più», ha dichiarato commossa.
Il format dell'Ultimate Championship
L'Ultimate Championship, giunto alla sua prima edizione, è una sorta di super-finale della stagione di atletica a cui prendono parte gli atleti invitati sulla base dei risultati ottenuti. Nella rassegna ungherese, in programma dall'11 al 13 settembre al Nemzeti Atlétikai Központ, sono impegnati 381 atleti provenienti da 65 nazioni, suddivisi tra campioni olimpici e iridati in carica, vincitori della Diamond League e titolari delle migliori prestazioni stagionali.
La formula prevede semifinali e finali ravvicinate, con eliminazioni progressive che rendono ogni turno decisivo, come dimostra il caso di Jacobs, costretto a un'unica occasione per centrare l'accesso all'atto conclusivo.
Jefferson-Wooden e il muro dei 10.62
Sul versante internazionale, la serata dei 100 metri femminili consegna una prestazione destinata a entrare negli annali. L'americana Melissa Jefferson-Wooden si impone in 10.62, settimo tempo di sempre sulla distanza e miglior crono mondiale dell'anno, precedendo la campionessa olimpica Julien Alfred (10.74) e la campionessa iridata 2023 Sha'Carri Richardson (10.76). Per Jefferson-Wooden si tratta del quarto chrono sotto i 10.70 in carriera, con tre delle cinque prestazioni più veloci dell'anno in suo possesso.
La statunitense è attesa anche nei 200 metri, dove cercherà di completare un'ipotetica doppietta iridata nella capitale ungherese.
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