Il Tribunale di Roma difende la giudice Casari: "Assegnazione regolare, è imparziale"
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Redazione Interno
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Il Tribunale di Roma, per voce del suo presidente, prende una posizione netta riguardo le polemiche degli ultimi giorni e difende la giudice che dovrà occuparsi del ricorso presentato da Sigfrido Ranucci contro la rimozione dalla conduzione di Report decisa dalla Rai. "Esprimo il mio sostegno alla dott.
Ssa Donatella Casari, magistrata che dimostra quotidianamente indipendenza, imparzialità ed equilibrio, oltre a una solida preparazione" afferma il presidente del Tribunale Lorenzo Pontecorvo assicurando che "l'assegnazione del fascicolo" è avvenuta "nel rispetto delle analitiche disposizioni tabellari vigenti da anni" e che "mediante meccanismi automatici" assicurano il "principio costituzionale del giudice naturale precostituito per legge".
La campagna di stampa e le accuse della politica
Una campagna di stampa in corso da giorni, sfociata persino in un'interrogazione parlamentare. Anche sul caso Ranucci i giornali di destra si scatenano nella "profilazione" dei magistrati titolari di fascicoli politicamente sensibili: stavolta a finire nel mirino è Donatella Casari, la giudice del lavoro di Roma che dovrà decidere sul ricorso urgente del conduttore contro la Rai per il reintegro alla guida di Report.
A Casari viene contestata una vicinanza ad Area, la maggiore corrente progressista della magistratura, ma soprattutto di aver fatto parte del Tribunale dei ministri che si occupò della vicenda Almasri, chiedendo l'autorizzazione a procedere — poi negata dalla Camera — per i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano. "Coincidenza? La toga di sinistra che accusò Nordio, Piantedosi e Mantovano dovrà decidere sul ricorso del giornalista", ha titolato sabato il Giornale. E La Verità: "La toga di Ranucci voleva processare Nordio".
Le dichiarazioni dei parlamentari di maggioranza
Dal mondo della politica si è avventato sul presunto scandalo il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: "Ci diranno che è un caso, che non c'è nulla di preordinato. Ma nessuno ci può vietare di pensar male o di aver qualche pregiudizio". E il deputato azzurro Pietro Pittalis definisce l'assegnazione del fascicolo a Casari "quantomeno singolare", annunciando un'interrogazione al ministro della Giustizia.
Pittalis ha anche aggiunto che sarebbe "singolare" l'assegnazione del fascicolo Ranucci a quel magistrato che si era occupato del caso Almasri, "feroce accusatore di Nordio, Piantedosi e Mantovano, spostato in fretta e furia alla sezione lavoro pochi giorni prima della richiesta di reintegro del giornalista di Report".
La risposta del Csm e la richiesta di pratica a tutela
Lo stesso aspetto viene sottolineato dai membri togati del Consiglio superiore della magistratura, che hanno chiesto l'apertura di una pratica a tutela di Casari, un iter finalizzato a far esprimere l'organo in difesa della giudice. "L'individuazione del magistrato chiamato a trattare un procedimento avviene sulla base di criteri tabellari predeterminati, trasparenti e verificabili, posti proprio a garanzia dell'indipendenza e dell'imparzialità della funzione giudiziaria e del principio del giudice naturale precostituito per legge", ricordano i consiglieri nella richiesta.
"È certamente legittimo verificare e criticare le modalità con cui tali criteri siano stati concretamente applicati. Altra cosa è ignorarne l'esistenza o rappresentare l'assegnazione del procedimento come se fosse il risultato di una scelta discrezionale legata all'identità delle parti o alle decisioni precedentemente assunte dal magistrato".
Secondo i togati, omettere tale dato o lasciar intendere che un giudice sia stato "scelto" in ragione delle sue precedenti decisioni "costituisce una grave disinformazione sul funzionamento dell'ordinamento giudiziario e finisce per insinuare, senza elementi riferibili al procedimento da decidere, un dubbio sulla sua indipendenza e imparzialità, così realizzando un indiretto, ma potente, tentativo di condizionamento del giudice assegnatario del procedimento".
Il ricorso di Ranucci e i termini della decisione
Sul ricorso presentato dall'ex conduttore di Report, che chiede di essere reintegrato alla conduzione dopo la decisione della Rai di rimuoverlo dal programma, la giudice non si è ancora pronunciata. Nell'udienza di venerdì Casari ha ritenuto il procedimento cautelare sufficientemente istruito, si è riservata e ha concesso alle parti tempo fino al 30 settembre per depositare le proprie note.
Nel ricorso del giornalista si contestano le motivazioni del provvedimento della Rai, ritenute carenti, il demansionamento e la discriminazione, e si chiede il reintegro in conduzione in tempo utile per la prima puntata di Report. Presente in aula anche il direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini, che ha spiegato ai cronisti di essere venuto "come persona informata sui fatti, se il giudice avesse voluto sentirlo", ma non è stato ascoltato. I legali della Rai, dal canto loro, hanno riferito che il giudice deciderà se fare una prova orale o concedere un termine per note difensive.
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