Buonvino - Misteri a Villa Borghese, il successo (e la beffa) del commissario raccontato da Veltroni

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Ha dovuto aspettare molto, Giorgio Marchesi, prima di calcare il palcoscenico della prima serata di Rai 1 con un ruolo da protagonista assoluto, ma l’attesa, a giudicare dai fatti, ne è valsa la pena. Giovedì 7 maggio, il debutto di Buonvino – Misteri a Villa Borghese – la nuova serie tratta dai romanzi dello scrittore ed ex sindaco Walter Veltroni – ha letteralmente conquistato il pubblico, conquistando un piccolo esercito di fan sui social e raccogliendo un risultato in termini di ascolti che pochi si aspettavano, ovvero ben 3 milioni e 355mila spettatori con uno share del 20.3%.

Un successo annunciato e un personaggio che “meritava” la ribalta

È stata una vera e propria ovazione, quella tributata a Giorgio Marchesi, il quale ha saputo restituire al pubblico l’anima complessa del vicequestore Giovanni Buonvino. Questo poliziotto, diverso dai soliti eroi muscolari e urlanti che affollano il piccolo schermo, è un uomo segnato da un errore professionale che lo ha costretto a ricominciare, relegato inizialmente in un commissariato sperduto nel cuore verde di Roma. I commenti, nei quali si leggeva un corale “Lo meritava”, hanno sottolineato la capacità dell’attore di regalare spessore a un personaggio introspettivo, capace di tenere insieme la squadra più con il dialogo che con l’azione. A convincere, oltre alla prova dell’attore, è stata la cornice suggestiva di Villa Borghese, trasformata in un teatro di omicidi che stride con la sua bellezza idilliaca; uno di quei contrasti – tra il tripudio della natura e l’efferatezza dei delitti – che regalano sempre brividi lungo la schiena allo spettatore più attento.

L’orizzonte si restringe: il dettaglio che lascia l’amaro in bocca

Nella pioggia di complimenti, tuttavia, emerge prepotente una nota stonata, un ma di dimensioni considerevoli che ha bloccato l’entusiasmo dei nuovi ammiratori della serie. Se la prima serata ha convinto quasi tutti – fatta eccezione per qualcuno che ha trovato l’avvio un po’ lento o la quiete del commissariato fin troppo irreale – il cruccio principale riguarda la longevità della fiction. L’elemento, fonte di delusione, è la durata; i fatti parlano chiaro: l’edizione in corso chiuderà i battenti già giovedì 14 maggio con la messa in onda del terzo e quarto episodio. “Peccato siano solo due puntate”, si legge a getto continuo sui social, dove molti hanno fatto notare come l’attaccamento al personaggio sia nato subito, rendendo l’addio – seppur temporaneo – difficile da digerire.

La riserva di romanzi e il futuro della serie

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: esiste la possibilità di vedere ancora Giorgio Marchesi nei panni di questo poliziotto dalla penna raffinata? A guardare i numeri, la risposta verrebbe spontanea, ma ciò che alimenta le speranze è la materia prima a disposizione. Veltroni, infatti, non ha scritto un solo romanzo; dal 2019 a oggi ha dato vita a un’intera saga letteraria che vede protagonista Giovanni Buonvino, partendo con Assassinio a Villa Borghese e proseguendo con altri volumi che vedono il commissario alle prese con bambini scomparsi e persino cadaveri ritrovati nelle teche del Bioparco. La prima stagione ha attinto solo a una minima parte di questo materiale, lasciando dunque ampi margini per ipotizzare una continuation; sebbene nessuna notizia ufficiale confermi ancora il rinnovo, il potenziale narrativo – e i numeri dello share – rappresentano un assist che la dirigenza di viale Mazzini difficilmente potrà ignorare.

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