Amd alza i prezzi delle cpu, mentre il mercato pc trema per l'apocalisse della memoria

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La spirale inflazionistica che da mesi sta stringendo in una morsa il mercato dei componenti informatici, trainata in modo inarrestabile dalla corsa all'intelligenza artificiale, si appresta a colpire un nuovo settore cruciale per gli assemblaggi. Secondo voci sempre più insistenti che circolano tra i distributori, infatti, AMD sarebbe ormai prossima a deliberare un aumento dei listini per le proprie CPU, andando così a includere nel rincaro perfino le ultime Ryzen 9000, basate sulla nuova architettura Zen 5 e da poco presentate. Una mossa che, se confermata, giungerebbe in un momento già estremamente critico per gli utenti finali, i quali hanno già dovuto registrare, nel volgere di poche settimane, impennate significative nei costi delle memorie RAM, degli SSD e, ovviamente, delle schede video.

Il crollo verticale delle vendite delle motherboard

Gli effetti di questa ondata di rincari, del resto, non si limitano al solo malcontento degli appassionati, ma stanno producendo vere e proprie distorsioni di mercato, alcune delle quali particolarmente gravi. L'aumento incontrollato del prezzo della memoria, di fatto rastrellata in grandi quantità dalle aziende che operano nel campo dell'AI, ha infatti innescato una pericolosa reazione a catena. Una delle conseguenze più evidenti, e forse più inattese, è il tracollo delle vendite delle schede madri, con alcuni grossisti e rivenditori che segnalano cali devastanti, arrivati a toccare, in certi casi, il 50% su base annua. Un fenomeno così profondo da spingere gli osservatori a coniare, non senza un certo allarmismo, la definizione di "apocalisse della memoria".

La carenza di D ram si prolungherà per anni

Lo scenario, purtroppo, non sembra destinato a risolversi in tempi brevi, configurandosi anzi come una nuova normalità per l'intero ecosistema hardware. Le prospettive per il mercato della memoria DRAM, infatti, appaiono tese per un periodo molto prolungato, con analisti del settore che prevedono carenze e prezzi sostenuti almeno fino al 2028. Alla base di questa previsione c'è una combinazione di fattori strutturali: da un lato, i due colossi che dominano la produzione mondiale, Samsung e SK Hynix, controllando insieme circa il 70% dell'offerta, hanno adottato strategie prudenti e conservative riguardo agli investimenti per l'espansione della capacità produttiva; dall'altro, la domanda generata dalle applicazioni di intelligenza artificiale continua a crescere a ritmi vertiginosi, ben superiori rispetto alla possibilità di incrementare l'offerta.

Uno scenario a rischio per l'intera filiera

La concatenazione di questi eventi—dall'aumento dei prezzi delle CPU e delle GPU alla penuria di memorie, fino al crollo della domanda per le schede madri—disegna un quadro preoccupante per la filiera della componentistica consumer. Le ripercussioni si stanno ormai estendendo a macchia d'olio, toccando ogni anello della catena e rischiando di alterare in modo permanente le dinamiche di un mercato già sotto stress. Mentre i giganti della tecnologia investono capitali enormi per accaparrarsi le risorse necessarie all'AI, il settore del personal computer, quello tradizionale, si trova a dover fronteggiare una crisi di disponibilità e di costi senza un termine visibile all'orizzonte, con i produttori e i consumatori chiamati a fare i conti con una realtà sempre più complessa.

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