Busto Arsizio piange Bruno Paneghini, imprenditore e mecenate
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un infarto, sopraggiunto inatteso nella quiete domestica di un sabato mattina, ha stroncato Bruno Paneghini all'età di sessantun anni, privando il territorio di una figura poliedrica e di un imprenditore di raro acume. La sua scomparsa, che risale allo scorso 29 novembre, ha generato un vuoto palpabile non solo nell'ambito economico, dove aveva costruito con tenacia e visione il gruppo Reti S.p.A., ma anche in quello culturale e formativo, ai quali dedicava, con la passione del collezionista e la generosità del mecenate, energie e risorse. La notizia, giunta con il suo carico di stupore e dolore, ha immediatamente travalicato i confini della sua Busto Arsizio, riverberandosi in tutta la provincia di Varese e lasciando un'intera compagine imprenditoriale incredula di fronte a una partenza così prematura.
Dall'Olivetti alla leadership nel settore IT
La sua carriera, che affondava le radici nell'esperienza maturata in Olivetti, aveva trovato la sua piena realizzazione nel 1994 con la fondazione di Reti, un'azienda che, sotto la sua guida, è assurta a posizioni di primo piano nel panorama nazionale dell'IT Consulting. Specializzandosi con successo nei servizi di System Integration, l'impresa da lui voluta e cresciuta è divenuta un punto di riferimento indiscusso, arrivando a contare su un organico di oltre trecento dipendenti. Questo percorso, segnato da una crescita costante e da una visione strategica mai banale, ne ha consolidato la reputazione di leader capace di coniugare l'innovazione tecnologica con una solida cultura d'impresa.
L'impegno per la cultura e la formazione
Oltre ai meriti professionali, che da soli basterebbero a segnare una vita, Paneghini coltivava con dedizione un profondo interesse per l'arte, che lo ha portato a essere un attento collezionista e un sostenitore delle iniziative culturali locali. La sua attenzione, però, non si limitava al passato o al puro godimento estetico; si proiettava con decisione verso il futuro attraverso il suo ruolo di presidente della Fondazione ITS Incom, un ente di formazione post-diploma al quale aveva affidato il compito di plasmare le nuove generazioni di professionisti. Proprio a Gallarate, dove la Fondazione sta ristrutturando palazzo Minoletti per farne la propria sede, il sindaco Andrea Cassani ha già annunciato l'intenzione di intitolargli una sala, a perenne memoria del suo contributo.
Il cordoglio del mondo economico
La reazione del sistema produttivo alla sua dipartita è stata immediata e carica di stima, come dimostrano le parole di Luigi Galdabini, presidente di Confindustria Varese, che ha voluto sottolineare non soltanto "il successo e la crescita" dell'azienda, ma anche "il modo" in cui Paneghini aveva interpretato "il suo ruolo economico e sociale". Un approccio che, andando oltre il mero profitto, aveva saputo creare valore condiviso per il territorio e per tutti coloro che, a vario titolo, interagivano con la sua realtà imprenditoriale. I funerali, celebrati il 2 dicembre nella Basilica di San Giovanni a Busto Arsizio, hanno sancito l'ultimo saluto a un uomo la cui eredità, fatta di progetti concreti e di visione, rimane a disposizione di tutti.




