Disordini a Busto Arsizio, due espulsi
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Redazione Interno
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Venerdì sera, piazza Garibaldi a Busto Arsizio è stata teatro di momenti di tensione, culminati in una sorta di rivolta contro la polizia. L'intervento delle volanti è stato richiesto per placare due giovani tunisini che, dopo aver dato in escandescenze in un fast food disturbando i clienti, hanno iniziato a fermare le auto in transito, lanciando bottiglie e minacciando i conducenti. La situazione è degenerata rapidamente, coinvolgendo un gruppo di circa quaranta giovani, per la maggior parte nordafricani, che hanno creato il caos nella piazza, rivolgendosi con cori offensivi ai poliziotti e insultando l'Italia e il Governo.
Il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, ha voluto rassicurare i cittadini, affermando con convinzione che la città non è fuori controllo e che l'immagine di Busto come luogo pericoloso non deve passare, grazie al lavoro immane delle forze dell'ordine presenti sul territorio. Tuttavia, la notte di follia ha scosso profondamente la comunità locale, portando a una risposta immediata da parte delle autorità.
Domenica, l'onorevole Stefano Candiani (Lega) ha annunciato che due cittadini marocchini, ritenuti responsabili dei disordini, sono stati accompagnati al Centro di Rimpatrio di Gradisca d'Isonzo (GO) per essere espulsi dall'Italia. Nei prossimi giorni, proseguirà il controllo dei filmati di videosorveglianza e delle altre immagini recuperate sul posto, al fine di risalire all'identità degli altri protagonisti di questo vergognoso "spettacolo", che ha fatto discutere in tutta Italia.
La polizia, intervenuta prontamente per sedare la rivolta, ha dovuto affrontare una situazione di estrema difficoltà, con gli agenti circondati e costretti a fronteggiare un gruppo di giovani determinati a sfidare l'autorità.




