Monopattini elettrici, dal 16 maggio obbligo di targa e assicurazione: costi e procedure per mettersi in regola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La finestra di tolleranza, quella sorta di limbo normativo in cui i monopattini elettrici hanno potuto godere di una circolazione pressoché priva di vincoli burocratici, si è definitivamente chiusa. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del direttore generale per la Motorizzazione, avvenuta il 17 marzo scorso e l'entrata in vigore dello stesso a partire da ieri, 18 marzo, il conteggio alla rovescia è ufficialmente partito: dal 16 maggio 2026, per poter circolare su strade pubbliche, questi mezzi dovranno essere obbligatoriamente muniti di un contrassegno identificativo, il cosiddetto "targhino", e di una copertura assicurativa per la responsabilità civile. La nuova disciplina, che concede ai proprietari esattamente sessanta giorni per adempiere agli obblighi previsti, mette dunque la parole fine a un'era contraddistinta da una sostanziale anarchia sulla mobilità urbana leggera, introducendo sanzioni pecuniarie che, per chi verrà sorpreso in infrazione, potranno variare da un minimo di 100 euro fino a un massimo di 400 euro.

La piattaforma telematica e l'iter per il rilascio del contrassegno

Il cuore pulsante della nuova procedura risiede nell'attivazione di una piattaforma telematica dedicata, accessibile ai cittadini attraverso il Portale dell'automobilista mediante credenziali SPID di secondo livello o carta d'identità elettronica. È attraverso questo canale digitale, la cui operatività è stata a lungo dibattuta e attesa dopo i ritardi dei mesi scorsi, che si dovrà presentare l'istanza per il rilascio del contrassegno; una volta effettuato il pagamento, il sistema consentirà di prenotare il ritiro del "targhino" presso gli uffici della Motorizzazione civile o, in alternativa, presso gli studi di consulenza automobilistica, i quali, com'è facile intuire, applicheranno un compenso aggiuntivo per l'attività di intermediazione svolta per conto dell'utente.

Una caratteristica peculiare della nuova targa, che la differenzia in modo sostanziale dalle tradizionali targhe automobilistiche, è il suo legame indissolubile con il proprietario del mezzo e non con il veicolo stesso: la Motorizzazione civile abbinerà il codice fiscale del richiedente al codice alfanumerico del contrassegno, il quale, composto da sei caratteri (tre numeri seguiti da tre lettere), dovrà essere applicato in posizione ben visibile, rigorosamente sul parafango posteriore o, in alternativa, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo, prestando la massima attenzione affinché l'installazione rispetti i parametri di visibilità richiesti, pena l'irrogazione delle stesse sanzioni previste per la mancanza del contrassegno.

Il costo del "targhino" e le voci che compongono la spesa

Sebbene il prezzo del solo contrassegno fisico sia fissato in 8,66 euro, l'esborso complessivo che i proprietari di monopattini elettrici dovranno sostenere per mettersi in regola sarà sensibilmente più alto, attestandosi intorno ai 38 euro. A questa cifra base, che include 5,03 euro per i costi di produzione, 1,11 euro per l'IVA e 2,52 euro destinati a un fondo per la sicurezza stradale, vanno infatti aggiunti ulteriori oneri di natura statale e amministrativa: nello specifico, 10,20 euro per i diritti di motorizzazione, 16 euro per l'imposta di bollo, oltre al costo del servizio di pagamento elettronico PagoPA, il quale, in genere, comporta una maggiorazione di 1-2 euro per ogni singola transazione.

Ed è proprio su questo fronte che si è levata, nelle ultime ore, la protesta di Assosharing, l'associazione che riunisce gli operatori del settore del noleggio e della micromobilità. Il presidente Luigi Lichelli ha definito la nuova tassa una vera e propria "tassa mascherata", sottolineando come, per l'utente finale, il costo effettivo del contrassegno lieviti a 33 euro a causa di oneri accessori che superano del 300 per cento il valore del bene, un bene che, per gli operatori di sharing, si traduce in un impatto economico per la registrazione delle flotte nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro, incidendo per circa il 5 per cento sui rispettivi fatturati.

L'obbligo assicurativo e la variabilità dei premi

Parallelamente all'adempimento burocratico per la targa, scatterà, sempre a partire dal 16 maggio, l'obbligo di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi, un adempimento che la riforma del Codice della strada del dicembre 2024 ha reso inderogabile per poter porre in circolazione i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Questa copertura, finalizzata a tutelare pedoni, ciclisti o altri veicoli in caso di incidenti che provochino lesioni o danni, presenta un'oscillazione di costo piuttosto marcata: le stime preliminari fornite dalle associazioni dei consumatori e dalle stesse compagnie assicurative parlano di un premio annuo che può variare da un minimo di 25 euro fino a un massimo di 150 euro, in funzione del tipo di polizza prescelta, dei massimali e delle eventuali garanzie accessorie che si intenderà aggiungere.

In questo contesto, Assoutenti, per voce del presidente Gabriele Melluso, ha già manifestato la propria preoccupazione affinché, dopo l'entrata in vigore dell'obbligo, non si verifichino fenomeni speculativi o disparità territoriali nella determinazione dei premi, invocando tariffe uniformi su tutto il territorio nazionale per un mezzo che, essendo una realtà nuova, non giustificherebbe in alcun modo l'applicazione di rischi differenziati per regioni o province diverse. Resta inteso che, per chi già possiede una polizza di responsabilità civile della vita privata o una cosiddetta "RC capofamiglia", sarà opportuno verificare con attenzione se tale copertura si estenda già all'utilizzo del monopattino elettrico, onde evitare inutili duplicazioni e costi aggiuntivi non necessari.

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