Il parlamento ucraino approva il più ampio rimpasto di governo dall'inizio della guerra
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Redazione Esteri
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Giovedì 17 luglio, la Verkhovna Rada ha dato il via libera alla più significativa riorganizzazione dell’esecutivo dallo scoppio del conflitto con la Russia, su impulso del presidente Volodymyr Zelensky, il quale punta a rilanciare la gestione economica, garantire nuovi fondi per l’industria bellica e rinsaldare i rapporti con l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. Sebbene Zelensky, che mantiene il suo ruolo di capo dello Stato, non faccia parte direttamente del governo, la mossa riflette una strategia volta a rinnovare la macchina statale di un paese logorato da oltre tre anni di guerra.
Yulia Svyrydenko, già vicepremier e ministra dell’economia, è stata eletta nuova premier con 262 voti favorevoli, contro 22 contrari e 26 astensioni, diventando la prima donna a ricoprire l’incarico in tempo di guerra. Il suo predecessore, Denis Shmyhal – alla guida del governo dal marzo 2020 – assume ora il dicastero della Difesa, in un passaggio che sottolinea la continuità nella gestione delle priorità militari. Mikhail Fyodorov, figura chiave nella digitalizzazione del paese, è stato promosso primo vicepremier e confermato alla trasformazione digitale, mentre Alexey Kuleba conserva il portafoglio dello sviluppo delle comunità e dei territori.
L’operazione, annunciata da settimane tra indiscrezioni e attese, mira a «dare nuova energia» a un’amministrazione sotto pressione, come ha dichiarato la presidenza ucraina, senza però stravolgere gli equilibri consolidati. Se alcuni osservatori parlano di un «cambiamento di facciata», altri evidenziano la necessità di adattarsi alle mutate condizioni internazionali, in particolare dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca, con cui Kiev dovrà ridefinire i termini della cooperazione militare e finanziaria.




