«Il ciclone di San Valentino e la frana di Niscemi: l’Italia divisa tra vento di burrasca e inchieste giudiziarie»
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Redazione Interno
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Correva ieri, martedì 10 febbraio, l’allerta gialla su sei regioni – Calabria, Sicilia, Basilicata, Lazio, Toscana e Umbria – e già si sapeva che il tempo, quest’anno, non avrebbe regalato tregue; ma è oggi, mercoledì 11, che il bollettino della Protezione Civile si tramuta in una cronaca quotidiana di vento occidentale, raffiche da burrasca e mari impietosi -6-7. L’ottava perturbazione del mese, quella che i meteorologi hanno battezzato come il preludio del ciclone di San Valentino, si sta abbattendo sulla fascia tirrenica con una violenza che non sorprende più, se non per la sua ostinazione: piogge diffuse, locali grandinate e quel rischio, mai del tutto sopito, di trombe d’aria che dal mare potrebbero azzannare le coste di Sardegna, Sicilia e Calabria -1-9.
Se al Nord, e segnatamente in Valle d’Aosta, la neve cade copiosa oltre i novecento metri imbiancando i confini alpini occidentali, è al Sud che l’emergenza assume i contorni di una fatica senza fine -1-2. Il vento, una componente quasi ossessiva di questo febbraio atlantico, sta soffiando con raffiche che superano i cento chilometri orari, e le mareggiate – quelle sì – stanno mettendo in ginocchio i litorali già provati dal ciclone Harry -3-4. Il Dipartimento della Protezione Civile, che ha emesso un avviso per condizioni meteorologiche avverse, parla di precipitazioni a carattere di rovescio o temporale sui versanti tirrenici di Sicilia e Calabria, eppure sarebbe riduttivo circoscrivere il fenomeno al solo Meridione: il Lazio, l’Umbria e persino la Toscana sono infatti in allerta gialla per rischio idrogeologico e idraulico, segno che la cintura perturbata stringe l’intero stivale senza soluzione di continuità -7.
Ma il maltempo, si sa, non è mai solo una questione di isoterme e isobare. Mentre le correnti umide continuano a riversarsi su un Paese che non ricorda un inverno così prolifico di pioggia, a Niscemi – comune siciliano già martoriato dalle frane di gennaio – si contano ancora novantanove famiglie sgomberate, novantanove case che non potranno più essere abitate e tre scuole chiuse, destinate a non riaprire i battenti nelle aree dichiarate zona rossa -6. La Commissione Ambiente della Camera ha ascoltato i rappresentanti locali, e il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha riferito che l’arretramento del fronte franoso sta rallentando; un dato, quest’ultimo, che conforta poco di fronte alla necessità di ricollocare interi nuclei familiari, magari in alloggi popolari, e di ripensare la geografia scolastica di un territorio che sembra sprofondare lentamente sotto il peso dell’acqua -6.
E mentre a Roma si susseguono le audizioni, la Procura di Gela procede spedita: per domani, giovedì 12 febbraio, è fissato il primo sopralluogo dei consulenti tecnici nominati nell’inchiesta per disastro colposo e danneggiamento. I magistrati, assieme agli agenti della squadra mobile di Caltanissetta, scenderanno sul terreno per constatare i danni, raccogliere elementi, capire – se mai si potrà capire – se quelle piogge torrenziali di gennaio, abbattutesi su un versante già fragile, siano state solo una catastrofe naturale o anche, in parte, una sconfitta della prevenzione -6.
Le raffiche di burrasca e l’ombra lunga del ciclone Harry
Il parallelo tra il ciclone di San Valentino e il suo predecessore di gennaio, quel Harry che portò via strade e certezze, non è solo una suggestione giornalistica. Le raffiche di burrasca occidentali previste per giovedì su Sardegna, Sicilia e Calabria riattizzano la paura: le stesse coste, le stesse onde, lo stesso vento che sembra non avere mai imparato a chiedere permesso -2-9. Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, insiste sul concetto di calore latente del Mediterraneo, quel serbatoio energetico che alimenta i vortici depressionari e li rende capricciosi, imprevedibili, talvolta feroci -1. E così, accanto ai tradizionali bollettini sulle precipitazioni – che per giovedì si annunciano abbondanti su tutto il Centro-Sud, con neve eccezionale sulle Alpi di confine – si fa strada la consapevolezza che il clima non è più un semplice argomento da ombrello e stivali di gomma, ma una variabile strategica, capace di dettare l’agenda delle commissioni parlamentari e di infilarsi, come un’accusa silenziosa, nei fascicoli aperti dai pubblici ministeri -6.
La tregua effimera di venerdì e l’attesa del vortice lappone
Venerdì 13, stando alle previsioni, il vento non mollerà del tutto la presa: le raffiche continueranno a sferzare il Tirreno centro-meridionale, lo Ionio e la Puglia meridionale, ma le piogge lasceranno spazio ad ampie schiarite, quasi un inganno prima del colpo di scena -3-4. Perché poi, nel weekend, è atteso il vero e proprio ciclone di San Valentino: un vortice profondo, alimentato da aria gelida in discesa diretta dalla Lapponia, che sabato 14 porterà un crollo termico e precipitazioni diffuse, e domenica 15 – giorno di San Faustino – spingerà la neve a quote bassissime, forse fin sulle coste adriatiche -2-9. Un quadro, questo, che costringerà l’Italia a passare dagli ombrelli ai cappotti pesanti senza quasi rendersene conto, in un susseguirsi di perturbazioni che hanno ormai trasformato febbraio in un mese atipico, sospeso tra l’anomalia della Corrente a Getto Polare – troppo a sud, isolante e beffarda – e l’umidità incessante di un Oceano Atlantico che non concede riposo -2.
Mentre l’Est Europa combatte con il grande gelo e la Spagna, investita dalla burrasca Nils, registra temperature miti e piogge record, l’Italia rimane incastrata in un corridoio di maltempo che i meteorologi faticano a definire eccezionale solo perché, ormai, l’eccezione è diventata regola -5. E la Puglia, che guarda l’Adriatico e si prepara a onde alte e venti che cambieranno direzione più volte – prima scirocco, poi maestrale – attende il passaggio del vortice con la rassegnazione di chi sa che lunedì, quando il ciclone si allontanerà, ce ne sarà già un altro all’orizzonte, pronto a bussare alla porta di un Paese stanco di aprire -10.




