Piazza Affari azzera i guadagni, pesa il braccio di ferro Usa-Iran. Houthi pronti al blocco navale

Piazza Affari azzera i guadagni, pesa il braccio di ferro Usa-Iran. Houthi pronti al blocco navale
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ftse Mib ha chiuso la giornata di ieri, 20 luglio, sostanzialmente invariato, con una flessione marginale dello 0,04% che ha riportato l'indice a quota 51.862 punti, dopo aver tentato vanamente di mantenere i guadagni della mattinata. Una seduta, quella di Piazza Affari, che ha rispecchiato l'andamento cauto delle principali piazze europee, tutte reattive agli umori dettati dagli scenari macroeconomici e, soprattutto, dalle tensioni geopolitiche che continuano a infiammare il Medio Oriente.

Il braccio di ferro tra Trump e l'Iran tiene i mercati sulle spine

A tenere banco sui mercati finanziari, e a frenare l'entusiasmo degli investitori, è ancora una volta l'escalation verbale tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano, Donald Trump, ha infatti rinnovato le sue minacce nei confronti di Teheran attraverso un messaggio pubblicato sui suoi canali social, ribadendo che «ogni volta che l'Iran ucciderà un soldato americano» pagherà «molte volte per quella uccisione».

Un avvertimento, questo, che giunge nel mezzo di una delle fasi più acute del conflitto, con gli Stati Uniti che hanno portato avanti una serie di raid aerei consecutivi e l'Iran che ha risposto con attacchi agli alleati americani nella regione, facendo salire a 17 il numero dei militari statunitensi caduti dall'inizio delle ostilità.

La mossa degli Houthi: blocco marittimo all'Arabia Saudita

A complicare ulteriormente il quadro internazionale, e a gettare nuova ombra sul fronte energetico, è intervenuta la decisione degli Houthi, i ribelli yemeniti sostenuti dall'Iran, di dichiarare un blocco marittimo nei confronti dell'Arabia Saudita. Yahya Saree, portavoce militare del gruppo, ha annunciato un embargo «contro il criminale nemico saudita, basato sull'equazione occhio per occhio, con effetto immediato».

Questa mossa, che di fatto rompe una tregua informale durata quattro anni, riporta l'attenzione sullo Stretto di Bab el-Mandeb, un passaggio chiave per il traffico marittimo e per le esportazioni petrolifere saudite, che proprio lì hanno trovato un'alternativa strategica al canale di Hormuz, già reso pericoloso dai recenti scontri.

Il rimbalzo dei listini asiatici e lo scenario europeo

Nonostante il clima di incertezza, i listini asiatici hanno chiuso la giornata in netto rialzo, con gli investitori che hanno guardato con fiducia alla tenuta degli investimenti nel settore dell'intelligenza artificiale e allo sviluppo dei data center. Un sentiment positivo che ha trovato linfa anche nel temporaneo calo del prezzo del greggio e del gas, offrendo un po' di respiro ai mercati.

In questo contesto, le borse europee erano attese in avvio di seduta con un leggero calo, come indicato dal future sull'Eurostoxx50 che viaggiava in territorio negativo, segnale che la cautela rimane la parola d'ordine in attesa di sviluppi più chiari.

Protagonisti e delusioni a Piazza Affari

Sul fronte dei singoli titoli, la seduta milanese ha visto emergere performance contrastanti. Nel novero dei maggiori rialzi si sono distinti Prysmian (+2,88%), Avio (+2,26%), Stm (+2,11%) e Leonardo (+1,85%), mentre a pesare sul listino sono state le vendite su titoli come Tenaris (-1,45%), Campari (-0,88%) e Inwit (-0,65%), che hanno chiuso la giornata in territorio negativo.

L'attenzione degli analisti rimane alta sui possibili scenari futuri, con alcune delle principali firme del settore finanziario, come Goldman Sachs, che non escludono un'impennata del prezzo del petrolio oltre i 120 dollari al barile nel corso del quarto trimestre, un'eventualità che renderebbe la volatilità dei mercati ancora più elevata.

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