Nvidia e Microsoft stringono un'alleanza per l'IA su DirectX, alla GDC di San Francisco si guarda al futuro del gaming

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’ecosistema del personal computer si appresta a vivere una profonda trasformazione nel modo in cui gestirà l’intelligenza artificiale applicata ai videogiochi. Durante i lavori della Game Developers Conference in corso a San Francisco, Nvidia e Microsoft hanno annunciato una collaborazione strategica che punta a standardizzare l’uso dell’IA con accelerazione hardware attraverso le API DirectX, quel ponte software che da anni orchestra il dialogo tra le applicazioni ludiche e i componenti grafici del sistema. L’iniziativa, stando a quanto emerge dalle presentazioni, mira a integrare in modo nativo il machine learning all’interno delle pipeline di rendering, superando le attuali frammentazioni e ottimizzazioni su base proprietaria. Tra le novità principali introdotte in questo percorso, Microsoft ha svelato l’arrivo dei “Cooperative Vectors” all’interno del nuovo Shader Model 6.9, una tecnologia che consente tecniche di rendering neurale come la compressione delle texture e il caching della radianza, già supportata dall’architettura Blackwell di Nvidia e destinata a essere adottata anche da altri produttori.

L’ambiziosa roadmap di Nvidia per il path tracing, un milione di volte meglio dell’era Pascal

Nel corso della stessa manifestazione, Nvidia ha delineato una tabella di marcia estremamente ambiziosa per l’evoluzione del rendering grafico. John Spitzer, vice presidente della divisione Developer and Performance Technology, ha illustrato come le future architetture di GPU possano arrivare a moltiplicare fino a un milione di volte le prestazioni nel path tracing, prendendo come riferimento l’architettura Pascal delle ormai datate GeForce GTX 10, prive di core RT dedicati. Già oggi, grazie all’integrazione di core RT di quarta generazione, tensor core e tecnologie come DLSS 4.5, che è in grado di inferire 23 pixel su 24, si è raggiunto un fattore diecimila volte superiore a quello dei prodotti di un decennio fa. L’obiettivo dichiarato, che sembra quasi voler inseguire il fotorealismo delle produzioni cinematografiche, si scontra però con il rallentamento della legge di Moore, motivo per cui l’azienda punta tutto sull’integrazione massiccia di algoritmi di intelligenza artificiale per moltiplicare la potenza effettiva, là dove il solo silicio non può più garantire balzi in avanti così significativi.

DLSS 4.5 e GeForce Now, le novità software in arrivo a fine mese

L’aspetto più immediato di questa spinta tecnologica, che non si limita agli annunci su hardware futuro ma si concretizza in rilasci imminenti, riguarda l’evoluzione del pacchetto software. Dal 31 marzo, tramite una nuova beta della Nvidia App, saranno disponibili per i possessori di RTX serie 50 le funzionalità “Dynamic Multi Frame Generation” e la modalità “6X Multi Frame Generation”, che promettono di aumentare ulteriormente la fluidità percepita nei titoli più esigenti. Contestualmente, la piattaforma di cloud gaming GeForce NOW si arricchisce di nuove funzionalità, includendo il supporto fino a 90 fps per visori di realtà virtuale come Apple Vision Pro e Meta Quest, e semplificando l’accesso alle librerie digitali grazie alla sincronizzazione degli account GOG e Gaijin Entertainment. Una ventina di nuovi giochi, tra cui 007 First Light e Control Resonant, integreranno nativamente il DLSS 4.5 e, in alcuni casi, effetti di path tracing che sfruttano le tecnologie RTX Mega Geometry e ReSTIR PT per gestire in modo efficiente geometrie complesse e illuminazione globale.

Verso DirectX Raytracing 2.0, la sfida della standardizzazione

Il cuore dell’intesa tra i due colossi americani risiede nella volontà di rendere queste tecnologie sempre più accessibili e uniformi per gli sviluppatori. Microsoft ha infatti approfittato della GDC per mostrare le prime anticipazioni di quello che sarà DirectX Raytracing 2.0, la cui prima anteprima è attesa per l’estate del 2026. Per raggiungere la conformità con il nuovo standard, l’hardware dovrà supportare lo Shader Model 6.10 e le Opacity Micromaps, strumenti fondamentali per ottimizzare il calcolo dei raggi in scenari con molti elementi trasparenti o semi-trasparenti, come le fronde degli alberi. In parallelo, l’introduzione di Advanced Shader Delivery promette di eliminare i fastidiosi fenomeni di stuttering durante la compilazione degli shader, permettendo il download di pacchetti precompilati e ottimizzati per la specifica configurazione hardware dell'utente. Un cambio di passo che punta a rendere l’esperienza di gioco su PC più fluida e prevedibile, avvicinandola alla semplicità delle console.

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