Agguato a Fiumicino, due fratelli gemelli in carcere per tentato omicidio: il pestaggio dopo l'appuntamento per chiarire

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un appuntamento che doveva servire a mettere un punto su una lite, e che invece si è trasformato in un agguato brutale. La Polizia di Stato, questa mattina, ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due fratelli gemelli di trent'anni, con l'accusa di tentato omicidio in concorso. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale e notificato dagli agenti del Commissariato di Fiumicino.

La trappola in piazzale Mediterraneo

L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore di turno, ha ricostruito minuziosamente la dinamica di quanto accaduto tra la notte del 13 e la mattina del 14 giugno, a Fiumicino. Il giovane, un ragazzo di 19 anni, quella sera si era recato presso il locale notturno Dadaumpa insieme alla fidanzata. Davanti all'ingresso, già chiuso a quell'ora, era nata una prima discussione con un buttafuori, scaturita da un apprezzamento volgare rivolto alla ragazza. Un diverbio che, nelle intenzioni della vittima, si doveva risolvere il giorno seguente con un chiarimento pacifico.

Un incontro concordato in piazzale Mediterraneo che si è rivelato invece una trappola.

La spranga e i 45 giorni di prognosi

All'incontro, il ragazzo si è presentato con la fidanzata, trovandosi però di fronte i due fratelli gemelli. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due, armati di una spranga, lo hanno aggredito con violenza inaudita, colpendolo ripetutamente al volto e alla testa. Il pestaggio è stato feroce: il giovane è stato ridotto in fin di vita e trasportato d'urgenza in ospedale, dove i medici gli hanno riscontrato lesioni gravissime. La prognosi iniziale è di 45 giorni, ma le sue condizioni sono tali da richiedere una lunga serie di interventi chirurgici maxillo-facciali.

I sanitari, al momento, non escludono che il ragazzo possa riportare danni permanenti, con conseguenze che potrebbero segnarlo per tutta la vita.

L'arresto dei gemelli e l'accusa di tentato omicidio

Le indagini, condotte con rapidità dagli agenti del Commissariato di Fiumicino, hanno permesso di raccogliere in poco tempo elementi gravi e precisi a carico dei due fratelli. Le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, unite alle testimonianze raccolte, hanno delineato un quadro probatorio solido, che ha convinto il giudice a emettere la misura cautelare più afflittiva.

L'accusa di tentato omicidio, contestata a entrambi, si fonda sulla volontà di uccidere desunta dalla violenza dell'aggressione e dall'uso di un'arma potenzialmente letale come la spranga, utilizzata per colpire parti vitali del corpo. I due gemelli, dopo l'arresto, sono stati condotti nel carcere di Regina Coeli, a disposizione dell'autorità giudiziaria che dovrà ora procedere con l'interrogatorio di garanzia e le successive fasi processuali.

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