La nuova Cupra Born, il restyling porta più potenza e una plancia meno digitale

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Correva l’anno 2018 quando dal gruppo Volkswagen decisero di scommettere su un marchio dal sapore iberico, e in pochi, come ricorda Pierantonio Vianello – attuale responsabile di Cupra per l’Italia – credevano che quella avventura potesse trasformarsi in un successo così dirompente. A otto anni dal debutto, e con un milione di auto vendute nel mondo (quasi 78 mila delle quali nel nostro paese), la casa automobilistica spagnola presenta l’evoluzione della sua prima nata integralmente a batteria, quel modello Born che, lanciato originariamente nel 2021, si sottopone ora a un restyling che non si limita a qualche ritocco estetico ma ne affina la sostanza tecnica e, particolare tutt’altro che secondario, corregge il tiro su alcune scelte progettuali che avevano suscitato più di una perplessità tra gli automobilisti.

Un design più affilato e una firma luminosa che non passa inosservata

La vettura, che continua a poggiare sulla piattaforma modulare MEB del gruppo tedesco mantenendo la trazione posteriore e il motore collocato sull’asse posteriore, adotta ora un linguaggio stilistico che riprende i canoni visti sui più recenti modelli del marchio. Il frontale, in particolare, sfoggia il cosiddetto "muso di squalo" che caratterizza le ultime creazioni di Cupra, con una calandra ridisegnata e dei gruppi ottici Matrix LED dalla firma triangolare, elemento distintivo che troviamo anche al posteriore dove il logo tridimensionale – illuminato e integrato nella fascia luminosa che attraversa tutto il portellone – conferisce alla cinque porte un aspetto decisamente più grintoso e moderno. Non si tratta solamente di un esercizio di stile, perché le modifiche aerodinamiche, con le nuove prese d’aria laterali e il diffusore posteriore più pronunciato, contribuiscono a migliorare l’efficienza complessiva del veicolo, e del resto le dimensioni crescono di appena 12 millimetri nella lunghezza complessiva (arrivando a sfiorare i 4,34 metri) senza alterare la capacità del bagagliaio che rimane di 385 litri. A completare il quadro, la nuova tinta denominata Timanfaya Grey va ad ampliare la gamma cromatica, mentre i cerchi in lega – disponibili nelle misure da 19 e 20 pollici e in alcuni casi caratterizzati dalla finitura ramata che è ormai un marchio di fabbrica – montano pneumatici più larghi, da 235 millimetri, per garantire una migliore tenuta di strada.

L’abitacolo si rifà il look e torna ai comandi fisici

Se all’esterno i cambiamenti sono evidenti, è però salendo a bordo che si apprezza la vera rivoluzione di questo aggiornamento. L’abitacolo, che mantiene un’impostazione fortemente incentrata sul conducente, vede l’introduzione di materiali sostenibili come il filato SEAQUAL – ottenuto dal riciclo di plastiche marine – e il tessuto Dinamica, che nella sua composizione conta una percentuale di poliestere riciclato pari al 73%. Ma la novità più rilevante, e attesa, riguarda l’ergonomia: il volante, che era stato criticato per i comandi aptici non sempre intuitivi e facili da attivare inavvertitamente, torna infatti a dotarsi di pulsanti fisici, una scelta che i progettisti hanno compiuto per consentire una guida più sicura e meno distratta. Il sistema di infotainment cresce in dimensioni, arrivando a un display centrale da 12,9 pollici che gestisce un nuovo sistema operativo basato su Android, certamente più rapido e reattivo rispetto al passato, mentre la strumentazione digitale davanti agli occhi del guidatore passa a 10,25 pollici. Non mancano poi dettagli funzionali come i nuovi maniglioni delle portiere illuminati, le leve al volante per gestire la frenata rigenerativa – disponibili sulle versioni più potenti – e le bocchette di aerazione dedicate ai passeggeri posteriori. Per gli amanti della musica, Cupra ha stretto una collaborazione con Sennheiser per un impianto audio specificamente tarato sulla volumetria dell’abitacolo.

Tre anime per la gamma, con la VZ che tocca i 326 cavalli

Sul fronte tecnico, la gamma si articola in tre configurazioni che coprono esigenze diverse, dalla mobilità quotidiana senza ansia da ricarica fino alle prestazioni più sportiveggianti. Si parte con una motorizzazione da 190 cavalli alimentata da una batteria da 58 kWh, che secondo il ciclo WLTP dovrebbe garantire percorrenze nell’ordine dei 450 chilometri. Salendo di livello si incontra la versione Endurance, forte di 231 cavalli e di un accumulatore da 79 kWh che spinge l’autonomia fino a circa 600 chilometri. Al vertice della gamma troviamo la Born VZ, acronimo che nella nomenclatura spagnola sta per "VeloZ", e che qui significa velocità: il motore elettrico posteriore eroga 326 cavalli e 545 Nm di coppia, numeri che consentono alla compatta di scattare da 0 a 100 km/h in 5,6 secondi, toccando una velocità massima limitata elettronicamente a 200 orari. Nonostante queste prestazioni, l’autonomia dichiarata resta prossima ai 600 chilometri, grazie anche alla gestione intelligente dell’energia e alla possibilità di ricaricare in corrente continua a potenze fino a 185 kW, che permettono di passare dal 10 all’80 per cento della capacità in una trentina di minuti.

Tecnologie di bordo e funzioni per una guida più coinvolgente

Il pacchetto di novità si arricchisce con l’introduzione di funzioni come la guida "One Pedal", che consente di gestire accelerazione e decelerazione – con conseguente recupero di energia – agendo sostanzialmente sul solo pedale dell’acceleratore. Sulle versioni VZ ed Endurance fa il suo debutto anche il Launch Control per sfruttare al meglio la coppia in fase di partenza. Per quanto riguarda la connessione con il mondo esterno, debuttano la chiave digitale che trasforma lo smartphone in un vero e proprio dispositivo di accesso e avviamento, e la funzione Vehicle-to-Load (V2L), particolarmente apprezzabile da chi ama viaggiare attrezzato: la batteria dell’auto può infatti alimentare dispositivi esterni come computer portatili, biciclette elettriche o piccoli elettrodomestici. Sul fronte degli aiuti alla guida, la Born aggiorna il proprio arsenale con il Travel Assist 3.0, che combina il cruise control adattivo con il mantenimento attivo della corsia, e con nuovi sistemi come il Crossroad Assist e il Pre-Crash in grado di preparare l’abitacolo in caso di imminente impatto. Assemblaggio e produzione rimangono affidati allo stabilimento tedesco di Zwickau, lo stesso che sforna la cugina Volkswagen ID.3, e l’arrivo nelle concessionarie è atteso per l’estate del 2026.

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