Un’ecatombe azzurra a Madrid: fuori Berrettini, Sonego e Bellucci. Sinner esordisce venerdì contro Bonzi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La terra della Caja Mágica, che a oltre seicento metri di altitudine cambia natura trasformandosi in una superficie rapida e ingannevole, ha già divorato buona parte dei suoi italiani. Un solo sguardo al tabellone del Masters 1000 di Madrid basta per registrare l’entità del disastro collettivo che ha colpito la spedizione tricolore: Matteo Berrettini, Lorenzo Sonego e Mattia Bellucci salutano subito, eliminati al primo turno in quella che si preannunciava come una delle trasferte sulla terra più promettenti degli ultimi anni per i colori azzurri.

L’altoatesino, nonostante i favori del pronostico alla vigilia, non è riuscito a trovare il ritmo giusto contro il croato Dino Prizmic. Nei due parziali conclusisi con il punteggio di 6-3 e 6-4, Berrettini ha scontato una giornata opaca dove la potenza del suo servizio—arma solitamente letale—non è bastata a scardinare la solidità dell’avversario. Un’ora e trentotto minuti di gioco, e la possibilità di un derby nelle fasi avanzate del torneo è già sfumata.

La debacle continua nel tabellone maschile e femminile

A far compagnia a Berrettini nella lista dei “partenti” anticipati ci pensano subito Lorenzo Sonego e Mattia Bellucci, vittime di altrettante prestazioni sottotono. Sonego, numero 62 del ranking, ha ceduto il passo al serbo Dusan Lajovic (proveniente dalle qualificazioni) in due set, con il secondo parziale deciso soltanto al tie-break. Per Bellucci, invece, il bosniaco Damir Dzumhur è stato avversario troppo ostico, imponendosi con un secco 6-2, 6-4 che non ha lasciato scampo. Se a questi si aggiungono le sconfitte di Federico Cinà contro Elmer Moller e, nel tabellone femminile, quella di Elisabetta Cocciaretto per mano di Alycia Parks, il quadro che emerge è quello di una giornata da dimenticare per il tennis italiano.

In mezzo a questa débâcle, l’unica luce capace di tenere accesi i riflettori sull’Italia arriva, inevitabilmente, da Jannik Sinner. Il numero uno del mondo, che a Madrid non ha mai spinto la propria corsa oltre i quarti di finale, osserva la situazione con la calma che lo contraddistingue. “Non ascolto nessuno, e solo io so quanto lavoro c’è dietro questi risultati”, ha dichiarato il tennista altoatesino sottolineando una certa indifferenza alle pressioni esterne. Considera questa edizione del torneo un’opportunità per testare il proprio livello su una terra “veloce”, quella della Caja Mágica, dove l’aria leggera accelera i rimbalzi e rende gli scambi più simili al cemento che alla terra rossa tradizionale.

L’esordio di Sinner e il caso Bonzi

Venerdì toccherà a lui scendere in campo per il secondo turno, debuttando contro il francese Benjamin Bonzi, attuale numero 104 al mondo. Nonostante la distanza abissale nel ranking, Bonzi arriva all’appuntamento forte di un turno preliminare superato (in tre set contro il connazionale Droguet) e della consapevolezza di aver già affrontato Sinner in altre occasioni. Il bilancio dei precedenti sorride nettamente all’azzurro, che vanta un parziale di 3. Tutti e tre i confronti risalgono alla stagione 2023 e, sebbene Sinner ne sia sempre uscito vincitore, Bonzi ha dimostrato in almeno due di quelle occasioni (a Indian Wells e Rotterdam) di poter strappare un set al futuro primo della classe.

La sfida rappresenta molto più di un semplice esordio per il leader del circuito. In assenza del rivale storico Carlos Alcaraz, fermo ai box, il cammino del campione italiano verso il possibile quarto titolo stagionale appare teoricamente meno impervio, offrendogli la concreta possibilità di allungare ulteriormente in classifica. L’asticella, però, si alza immediatamente per l’azzurro: la peculiarità tecnica del campo di Madrid—che penalizza gli scambi prolungati a favore di colpi più aggressivi e diretti—richiede un adattamento immediato, e Bonzi, giocatore d’attacco per natura, ha già annunciato che proverà a giocarsi le sue chance con un tennis offensivo.

L’anomalia della Caja Mágica

C’è un dettaglio che sfugge a chi guarda la capitale spagnola come una tappa qualsiasi prima degli Internazionali di Roma. Sulla terra rossa della Caja Mágica, complice la conformazione orografica della città, la pallina viaggia diversamente. Non esiste il gioco difensivo infinito che si vede altrove; qui serve coraggio. Per Sinner, abituato a comandare lo scambio e a prendere la palla in risalita, la superficie preferita dai rimbalzi alti del francese potrebbe rappresentare un banco di prova più complesso di quanto si creda. I tre successi su tre sono un dato statistico rassicurante, ma il tennis insegnia che ogni match ha una storia a sé—e domani, a Madrid, si scrive il primo capitolo della rincorsa italiana.

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