Elt Group apre la nuova sede a Bari, cento assunzioni nel segno della difesa elettronica

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non solo la cantieristica navale o l’automazione, che pure rappresentano segmenti fondamentali del tessuto produttivo locale; adesso è l’alta tecnologia a tracciare una nuova geografia industriale, e la Puglia, con il suo ecosistema fatto di università e distretti innovativi, si candida a interpretare un ruolo da protagonista in settori un tempo considerati elitari come la difesa, l’aerospazio e il cyber. È in questo contesto, caratterizzato da una crescita lenta ma costante degli investimenti in infrastrutture tecnologiche, che si inserisce l’annuncio di Elt Group, leader mondiale nella difesa elettronica con oltre settant’anni di attività alle spalle e una presenza capillare in quattordici Paesi. L’azienda ha infatti ufficializzato l’apertura di una nuova sede operativa a Bari, prevista entro il 2026, un hub che sarà dedicato alla ricerca, all’innovazione e all’ingegneria e che verrà a costare un piano di assunzioni significativo: circa cento professionisti verranno inseriti nell’organico nei prossimi tre anni.

Un modello di “azienda diffusa” per attrarre talenti

La scelta del capoluogo pugliese non è certo casuale, né tantomeno rappresenta un episodio isolato, poiché si inserisce in una precisa strategia di crescita nazionale che l’azienda ha battezzato come “modello di azienda diffusa”. Dopo le esperienze già avviate a Milano e Napoli, insomma, tocca ora a Bari, individuata come il tassello ideale per intercettare le competenze che il territorio offre, specie nei campi dell’ingegneria dei sistemi e della cyber security. La struttura fisica che sorgerà in città non sarà una semplice filiale, bensì un centro operativo a tutti gli effetti, volto a sviluppare progettualità concrete integrate con la sede centrale di Roma: l’obiettivo è duplice, perché da un lato si punta a generare occupazione qualificata per fermare la fuga dei cervelli verso il Nord Italia o l’estero, e dall’altro si mira a rafforzare la filiera industriale nazionale, coinvolgendo le piccole e medie imprese locali in un circuito virtuoso di fornitura e innovazione.

Profili ricercati e integrazione con il territorio

Il fabbisogno occupazionale delineato da Elt Group, che si concentrerà sia su figure senior con esperienza pluriennale sia su neolaureati da formare, spazia in un range operativo che va dall’ingegneria di sistema alla progettazione hardware e software, includendo anche competenze legate all’intelligenza artificiale. Perché si possa garantire l’autonomia operativa della sede in tempi brevi, l’azienda ha spiegato che inizialmente si privilegeranno i profili più esperti, senza per questo trascurare la necessità di creare un vivaio di giovani talenti da valorizzare. La nuova realtà barese, d’altra parte, intende stabilire un legame diretto con il mondo accademico, collaborando con le università e i centri di ricerca locali: l’ambizione dichiarata è quella di riuscire a gestire programmi di finanziamento a vari livelli – europeo, nazionale e regionale – alimentando così un ecosistema scientifico che possa competere sui mercati globali. Nel settore specifico della difesa elettronica, infatti, il controllo dello spettro elettromagnetico e lo sviluppo di tecnologie proprietarie rappresentano un valore aggiunto cruciale, specie in un contesto geopolitico complesso dove l’autonomia strategica diventa un fattore discriminante.

Investimenti e prospettive per l’indotto tecnologico

L’insediamento di questo hub tecnologico, che non si limiterà ai domini tradizionali della difesa ma abbraccerà anche lo spazio e il cyber, conferma una tendenza ormai consolidata: la Puglia sta progressivamente trasformandosi in un terreno fertile per le industrie ad alta intensità tecnologica. Il valore dell’investimento, che andrà a sommarsi ad altre iniziative simili nel settore aerospaziale, risiede nella capacità di attrarre capitali esteri e rinsaldare la filiera locale, grazie a un’offerta di lavoro altamente specializzata che tocca salari mediamente superiori rispetto alla media regionale. Per il capoluogo, che vede così diversificare la propria base produttiva oltre i servizi e la logistica, si tratta di un’occasione per trattenere i professionisti formati negli atenei locali, offrendo loro la possibilità di lavorare su progetti internazionali senza dover abbandonare il territorio. La rete di collaborazioni previste con startup e piccole imprese, infine, potrebbe innescare un effetto moltiplicatore per l’indotto, creando le condizioni affinché Bari diventi un punto di riferimento stabile nella mappa europea della difesa elettronica e dell’innovazione.

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