Stipendi, con la flat tax aumenti fino a 850 euro: chi guadagna di più tra rinnovi contratto e festivi
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Redazione Economia
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L’avvio della primavera porta con sé, per una platea consistente di lavoratori dipendenti del settore privato, i primi effetti tangibili di due misure fiscali introdotte dalla legge di Bilancio del 2026, quelle che introducono altrettante imposte sostitutive su specifiche voci retributive. Con la pubblicazione della circolare dell’Agenzia delle Entrate, avvenuta a fine febbraio, e la conseguente diffusione delle simulazioni della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, si è fatto luce su come cambieranno i cedolini a partire da marzo e aprile, con un beneficio netto annuale che, per alcune categorie, può toccare quota 850 euro. Il meccanismo, come spiegano gli analisti, poggia su due pilastri distinti: il primo riguarda gli incrementi legati ai rinnovi contrattuali, il secondo le maggiorazioni per turni disagiati, lavoro notturno o prestazioni festive.
La tassa piatta al 5% sugli aumenti contrattuali
Per i dipendenti che nel 2025 hanno dichiarato un reddito non superiore a 33mila euro, gli aumenti retributivi derivanti da contratti collettivi nazionali rinnovati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026 saranno assoggettati a un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali pari al 5%, invece che scaglionati secondo le aliquote ordinarie. La Fondazione Studi ha quantificato il risparmio analizzando tre settori chiave, quelli per cui sono già stati sottoscritti rinnovi nel periodo considerato. Per i dipendenti del settore commercio, in particolare per un livello inquadrato al II con una retribuzione annua lorda di 31.400 euro, l’aumento contrattuale previsto dal rinnovo del 2024 ammonta a 2.698 euro; applicando la tassazione agevolata, il vantaggio netto annuo si attesta sugli 851 euro, il massimo registrato nelle elaborazioni.
Seguono, con un beneficio comunque significativo, i lavoratori delle telecomunicazioni: prendendo come riferimento un livello 6 con una Ral di 30.248 euro, l’incremento erogato nel 2026 a seguito del rinnovo siglato alla fine del 2025 è di 1.709 euro, che tradotto in risparmio d’imposta significa circa 500 euro in più in busta paga su base annua. Chiudono la graduatoria i metalmeccanici, per i quali i calcoli sono stati effettuati su due differenti livelli: un B1 con Ral di 30.529 euro e un aumento annuo di 841 euro porta a un risparmio di 250 euro, mentre per un livello D1, con una retribuzione lorda di 22.989 euro e un incremento contrattuale pari a 634 euro, il beneficio si ferma a 188 euro.
Il regime agevolato al 15% per notturni, turni e festivi
La seconda innovazione, quella che applica un’imposta sostitutiva del 15% ai trattamenti accessori, interessa una platea ancora più ampia, purché il reddito complessivo del 2025 non abbia superato i 40mila euro e purché l’ammontare annuo di tali indennità (per lavoro notturno, festivo, a turni o di reperibilità) non ecceda il tetto di 1.500 euro. I consulenti del lavoro hanno simulato l’impatto di questa norma, evidenziando come il risparmio vari sensibilmente in funzione del reddito. Ipotizzando di percepire l’intera soglia massima di 1.500 euro assoggettabile all’agevolazione, il beneficio netto per chi ha una retribuzione annua lorda di 12mila euro è di poco inferiore agli 80 euro; per chi, invece, si colloca al limite superiore della fascia, ovvero i 40mila euro di Ral, il risparmio schizza a 690 euro l’anno.
Considerando un ammontare di maggiorazioni pari a 1.000 euro, la forbice si restringe ma rimane significativa: si passa da 52 euro per i redditi più bassi a 417 euro per chi raggiunge il massimale consentito per l’accesso alla misura. In entrambi i casi, l’applicazione delle due aliquote sostitutive sarà curata direttamente dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta, che provvederà a verificare il possesso dei requisiti, ferma restando per il lavoratore la facoltà di rinunciare per iscritto all’agevolazione qualora, per ragioni legate alla propria situazione personale, la tassazione ordinaria dovesse rivelarsi più conveniente.
Description: Aumenti in busta paga fino a 850 euro nel 2026 con la nuova flat tax. Le simulazioni della Fondazione Studi per rinnovi contrattuali, lavoro festivo e notturno.




