Gucci torna a Firenze, tra storia e futuro: la sfilata cruise 2026 nel segno delle origini
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Firenze, ieri sera, ha rivissuto l’incantesimo della moda. Mentre il sole calava sulle pietre antiche di Palazzo Settimanni, sede dell’Archivio Gucci, la maison ha presentato la collezione cruise 2026 in un luogo che non è solo scenografia, ma simbolo di un ritorno alle radici. Qui, nel 1921, Guccio Gucci aprì la sua prima bottega di pelletteria, e qui, oltre un secolo dopo, la maison ha scelto di celebrare il suo futuro. Non una meta esotica, dunque, ma la città che l’ha vista nascere, perché – sembra dire Gucci – il domani si costruisce ricordando da dove si viene.
La sfilata, che ha trasformato l’Oltrarno in un palcoscenico a cielo aperto, ha mescolato glamour e storia, con auto nere dai vetri oscurati che hanno attirato sguardi curiosi e un viavai di modelle, celebrità e addetti ai lavori. Se il luogo era un omaggio al passato, i capi sfilati hanno invece strizzato l’occhio agli anni ’90, con décolleté ampi, gonne pencil e i celebri chubby coat, mentre a rubare la scena è stata la nuova borsa Giglio, già disponibile online. Un mix che ricorda l’estetica del Bling Ring, tra eccesso e citazioni d’archivio, dove il logo GG riemerge in forme contemporanee.
Ma l’evento non è passato senza polemiche. Nei giorni scorsi, c’è chi ha criticato la scelta di “affittare” piazza Santo Spirito per una sfilata, parlando di privatizzazione dello spazio pubblico. Ora che i riflettori si sono spenti, però, le istituzioni fiorentine hanno chiuso i ranghi: dalla sindaca alle associazioni di categoria, il messaggio è che eventi del genere non sono mere operazioni di immagine, ma occasioni economiche da sfruttare. Del resto, Firenze sa bene che il suo fascino è da sempre un magnete per il lusso, e Gucci – che qui ha sede e archivi – ne è parte integrante.




