Caro carburanti in Sardegna, benzina a 2,4 euro e diesel a 2,6: il governo verso una nuova proroga delle accise

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Sardegna torna a essere epicentro della crisi dei carburanti, con prezzi che in alcuni distributori dell'isola raggiungono livelli da record: benzina servita a quasi 2,4 euro al litro e diesel speciale oltre quota 2,6 euro. A fotografare la situazione, attraverso il portale del Mimit, è Adiconsum Sardegna, che denuncia il ripetersi di una dinamica ormai nota e chiede al governo un cambio di passo rispetto ai "provvedimenti tampone" finora adottati.

La tensione sui prezzi è destinata a rimanere alta, con l'esecutivo che, in scadenza di termini, si prepara a varare un'ulteriore mini-proroga del taglio delle accise sul diesel, in attesa di un intervento più strutturale e mirato sulle fasce di reddito più deboli.

I numeri dell'emergenza in Sardegna

I dati rilevati dall'associazione dei consumatori dipingono un quadro preoccupante per automobilisti e imprese dell'isola. I prezzi praticati presso le colonnine servite raggiungono picchi che superano ampiamente la media nazionale, con la benzina che in alcuni casi sfiora i 2,4 euro al litro e il diesel speciale che tocca quota 2,6 euro. Si tratta di valori che, come sottolinea Adiconsum, penalizzano in modo particolare i sardi, costretti a fare i conti non solo con la speculazione ma anche con i maggiori costi logistici legati all'insularità.

Le rilevazioni di oggi, 25 agosto, confermano un trend in rialzo: il prezzo medio del gasolio in modalità self service si attesta a 2,146 euro al litro, con un incremento di dieci millesimi rispetto alla media italiana di 2,136 euro; la benzina self, invece, supera stabilmente i 2 euro, toccando i 2,027 euro al litro contro i 2,015 del resto del Paese.

La replica di Adiconsum: "Speculazione e provvedimenti tampone"

La posizione di Adiconsum è netta e critica nei confronti delle scelte del governo. Giorgio Vargiu, presidente dell'associazione in Sardegna, attacca duramente la strategia dei continui rinvii, definendola un alibi per alimentare le dinamiche speculative del mercato petrolifero. "I provvedimenti tampone servono solo per alimentare l'appetito insaziabile del mercato speculativo dei petrolieri", dichiara Vargiu, che chiede all'esecutivo di "avere il coraggio di assumere dei provvedimenti strutturali".

Tra le richieste, spicca la proposta di rinunciare all'aumento dell'Iva derivante dalla speculazione e di conferire poteri adeguati alla Guardia di finanza e all'Autorità garante della concorrenza e del mercato per combattere realmente le distorsioni.

Il Consiglio dei ministri e la proroga delle accise

In risposta all'emergenza, il governo ha convocato un Consiglio dei ministri per domani, 26 agosto, alle 18. L'obiettivo è approvare una nuova proroga, seppur di pochi giorni, del taglio delle accise sul diesel, che altrimenti andrebbe in scadenza. La misura, che garantisce una riduzione complessiva di 17,1 centesimi al litro, dovrebbe essere estesa per consentire all'esecutivo di mettere a punto un intervento più selettivo, destinato a sostenere le fasce di reddito più basse.

Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di una proroga di "alcuni giorni, fino a settembre", sottolineando la volontà di passare a un intervento "più continuativo e sostanzioso". Le coperture finanziarie per questa nuova mini-proroga, della durata di due giorni, ammontano a 20,8 milioni di euro, attinti dall'extragettito Iva registrato a luglio.

La richiesta di Forza Italia: un piano per l'insularità

All'appello per un intervento immediato si aggiunge anche Forza Italia, che chiede al governo di prorogare subito il taglio delle accise per evitare un improvviso rialzo dei prezzi a partire dal 27 agosto. Il segretario regionale del partito in Sardegna, Pietro Pittalis, ha però sottolineato come per l'isola non bastino misure tampone, ma serva una strategia strutturale che affronti il problema del costo dell'insularità.

"Al prezzo del carburante si sommano i costi del trasporto su gomma, della traversata marittima e della distribuzione in terraferma", ha dichiarato Pittalis, proponendo l'istituzione di un "Piano Sardegna" articolato in interventi di breve, medio e lungo periodo, che vanno dalla proroga delle accise a un fondo nazionale di compensazione fino a una vera e propria "continuità territoriale delle merci".

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