Stellantis, tonfo in Borsa e minimo storico: il crollo delle vendite in Europa spaventa gli investitori

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La seduta di Piazza Affari si è chiusa con il segno meno per il settore automobilistico e, in particolare, per Stellantis. Il titolo del gruppo guidato da Carlos Tavares ha subito una flessione del 6,74 per cento, fermandosi a 5,27 euro, con un minimo intraday che ha toccato quota 5,25 euro. Un dato, quest'ultimo, che rappresenta un nuovo record negativo per la società franco-italo-americana, la quale, se si considera il massimo raggiunto nei mesi scorsi, ha visto il valore delle proprie azioni ridursi di oltre il 75 per cento.

Il peso dei dati sulle immatricolazioni

A determinare questa ulteriore battuta d'arresto sono stati i numeri diffusi dall'Acea relativi alle immatricolazioni nel mese di maggio. Stellantis ha registrato una contrazione del 2,6 per cento nel Vecchio Continente, con 146.381 vetture immatricolate. Una performance che, pur essendo allineata a un contesto di mercato generalmente fiacco, ha finito per pesare in modo significativo sul giudizio degli analisti. La nota di Equita sottolinea come il gruppo abbia leggermente sottoperformato il mercato in questo mese, sebbene il bilancio da gennaio a oggi resti ancora positivo.

Il dato è stato sufficiente per innescare una nuova ondata di vendite, in una giornata peraltro già complicata per l'intero paniere europeo.

Il quadro tecnico di Stellantis

L'analisi del grafico weekly offre uno spaccato eloquente della parabola discendente intrapresa dal titolo. Dopo una fase di congestione registrata nell'estate del 2025, il prezzo aveva trovato slancio fino a raggiungere, a dicembre, un picco di 10,50 euro. Da quella barriera, identificata come area di resistenza, è iniziata una contrazione che prosegue ininterrottamente da tutto il 2026, caratterizzata da una sequenza di massimi e minimi decrescenti che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche.

Attualmente, le azioni si stanno riavvicinando ai minimi annuali toccati a marzo, in area 5,30 euro, una soglia psicologica che si colloca poco al di sopra del minimo storico del marzo 2020, fissato a 5,23 euro.

Il crollo di Ferrari e il caso Alfa Romeo

Non solo Stellantis ha vissuto una seduta da dimenticare. Anche il titolo Ferrari ha accusato il colpo, registrando una flessione e andando a cercare supporto su livelli prezzi che non si vedevano da tempo, segno che il vento dell'incertezza soffia su tutto il comparto dell'auto di lusso e sportiva. All'interno del perimetro di Stellantis, tuttavia, emergono crepe strutturali in alcuni dei suoi brand storici. I dati Acea di maggio dipingono un quadro di sofferenza particolarmente acuto per Alfa Romeo.

Il Biscione, nonostante la tradizione e il recente rinnovamento della gamma, continua a vedere il mercato europeo voltargli le spalle, con un andamento delle vendite che suona come un allarme rosso per il futuro del marchio all'interno delle strategie del gruppo, suggerendo che il rilancio del brand sia ancora un'operazione lunga e irta di ostacoli, ben lontana dall'essere completata.

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