F1, Mekies promuove la Red Bull a Madrid: “Passo avanti, ma la macchina va ancora compresa”
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Redazione Salute
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Il Gran Premio di Spagna sul nuovissimo tracciato del Madring si chiude con un bilancio positivo per la Red Bull, capace di portare a casa un secondo posto con Max Verstappen e un settimo con Liam Lawson. Un bottino di punti pesante, arrivato al termine di un fine settimana in cui la squadra anglo-austriaca ha dovuto fare i conti con una monoposto ancora in cerca di equilibrio e con una concorrenza apparsa più veloce sul passo gara. Il Team Principal Laurent Mekies ha analizzato la prestazione senza nascondere i limiti emersi, ma sottolineando anche i segnali di crescita.
Il passo avanti tecnico e il calo prestazionale della RB22
Uno dei temi centrali emersi dalle parole del dirigente francese riguarda il comportamento della vettura sulla distanza. Verstappen ha più volte lamentato un calo di prestazione nell’arco della gara, un problema che la squadra sta cercando di risolvere da diverse angolazioni. «Max ha ragione: esiste un calo prestazionale che si manifesta nell’arco della sessione e della gara, e non si tratta di un problema nuovo», ha spiegato Mekies, precisando che la questione è complessa e richiederà tempo. «Non ci stiamo dormendo sopra.
Questo fine settimana abbiamo ottenuto dei riscontri positivi, ma non abbiamo ancora il quadro completo né tutte le soluzioni pronte sulla macchina». Il riferimento è a un miglioramento nel degrado delle gomme, un aspetto che sul tracciato madrileno si è rivelato determinante. Nonostante i progressi, il team principal ha voluto mantenere un profilo realistico sulle chance di vittoria: «Non credo che avremmo potuto vincere. I nostri avversari ne avevano di più, e una volta incassata una penalità la gara prende una piega da cui non puoi aspirare a fare meglio di un secondo posto».
La decisione di restituire due posizioni e l’episodio con Hamilton
Il momento cruciale della gara di Verstappen è arrivato nelle prime tornate, quando l’olandese è stato chiamato a restituire la posizione a Lewis Hamilton dopo un taglio alla chicane di Curva 1. L’operazione si è rivelata particolarmente onerosa, perché tra i due si era nel frattempo inserita la Mercedes di Kimi Antonelli, costringendo il pilota Red Bull a cedere due piazze in un colpo solo. «Sarebbe stata una decisione dolorosa e difficile, ma i ragazzi al pit wall hanno analizzato la situazione con la massima lucidità e freddezza, prendendo una decisione rapida», ha commentato Mekies.
«Non aspettavamo un ringraziamento da parte di Max, ma ritenevamo fosse meglio incassare il colpo in quel momento piuttosto che rischiare una sanzione di cinque o dieci secondi». Il dirigente ha aggiunto che, senza quella scelta, la gara dell’olandese avrebbe potuto compromettersi in modo ben più grave. Verstappen, dal canto suo, non ha nascosto una punta di disappunto per la direttiva ricevuta via radio, ma ha poi ammesso che rimanere in pista avrebbe quasi certamente comportato un contatto con la Ferrari di Hamilton, con il rischio concreto di danneggiare irrimediabilmente la vettura.
La crescita di Lawson e le condizioni di Hadjar
Un altro capitolo affrontato da Mekies riguarda la prestazione di Liam Lawson, ancora una volta chiamato a sostituire l’infortunato Isack Hadjar. Il neozelandese ha chiuso al settimo posto, confermando quanto di buono aveva mostrato a Zandvoort. «Sta facendo un ottimo lavoro. Sappiamo tutti quanto sia complesso adattarsi a una nuova squadra e a una vettura diversa, ma sta rispondendo al meglio delle nostre aspettative», ha dichiarato il team principal, ricordando anche il contatto con Nico Hulkenberg a Monza che gli era costato un possibile piazzamento a punti.
«In macchina è calmo, estremamente concentrato e riesce a mantenere un approccio semplice. Man mano che accumulerà chilometri potrà affinare ulteriormente i dettagli». Sul fronte Hadjar, Mekies ha fornito un aggiornamento rassicurante: «Isack sta bene, il suo percorso di recupero procede senza intoppi ed è perfettamente in linea con le tempistiche previste per il tipo di infortunio subito. Non verranno forzati i tempi». Il francese ha poi scherzato sul fatto che il pilota si stia già muovendo agilmente, segno di una ripresa in corso.
La gestione della Virtual Safety Car e lo scenario del Madring
Il secondo posto di Verstappen è stato favorito anche da una circostanza favorevole: la chiamata ai box in regime di Virtual Safety Car nel momento in cui Lando Norris era già transitato oltre l’ingresso della corsia dei box. La McLaren ha poi richiamato il britannico una volta terminata la neutralizzazione, pagando un prezzo pesante in termini di tempo. «È andata bene in quel frangente», ha ammesso Mekies. «È sempre difficile mettersi nei panni degli altri, ma quando abbiamo visto che la VSC stava per terminare, ci aspettavamo che restassero in pista».
Il team principal ha comunque riconosciuto che il Madring ha rappresentato una sfida complessa per tutti, con un layout che ha reso i sorpassi quasi impossibili e ha premiato la gestione delle gomme più della velocità pura. «Non è un segreto che qui si fatichi a superare. La gara è stata decisa dagli episodi, ma il secondo posto è il massimo che potevamo portare a casa».
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