Rimini, una notte in quattro stelle a 18 euro: la denuncia sul turismo insostenibile
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Redazione Economia
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Mentre la città si prepara ad accogliere la fiera del Sigep, che dal 16 al 20 gennaio farà registrare un’occupazione media negli hotel a quattro stelle prossima all’ottanta per cento, un’offerta online riaccende una polemica mai davvero sopita. Una camera doppia in un albergo a quattro stelle, nella zona di Marina Centro, viene infatti proposta per la notte a soli 18 euro, colazione inclusa. Una tariffa, definita senza mezzi termini “indecente” dal consulente Mauro Santinato, che ripropone inquietanti interrogativi sulla sostenibilità economica dell’intero sistema turistico locale, il quale, se da un lato beneficia del ritorno degli eventi fieristici, dall’altro sembra continuare a scivolare in una pericolosa corsa al ribasso.
La replica di un copione già visto
Non è, purtroppo, un episodio isolato né inedito, dato che solo nella primavera dello scorso anno si erano verificate situazioni analoghe, con camere offerte a cifre simboliche vicine ai cinque euro. Santinato, albergatore e presidente di una società di consulenza del settore, ha portato il caso all’attenzione pubblica attraverso un post su Facebook, sollevando domande che vanno ben oltre la singola tariffa promozionale. “Come è possibile vendere una camera doppia a 18 euro in un quattro stelle?”, si chiede, aggiungendo una serie di riflessioni sul servizio garantibile a quel prezzo, sulla qualità della colazione offerta e, in definitiva, sull’esperienza che un ospite può ragionevolmente aspettarsi. Questioni che toccano il cuore del problema, ovvero la marginalità residuale per le imprese e il modello di sviluppo che si intende perseguire.
Un sistema in bilico tra eventi e quotidianità
Il contrasto non potrebbe essere più stridente: da una parte la capacità attrattiva di grandi manifestazioni come il Sigep, che fanno tornare il sorriso agli operatori riempiendo gli hotel in un periodo tradizionalmente di bassa stagione, e dall’altra la desolante quotidianità di un mercato che, al di fuori di tali occasioni, sembra reggersi su pratiche commerciali autodistruttive. Queste offerte “stracciate”, che pure potrebbero essere viste come una mossa disperata per attirare clientela in periodi morti, rischiano di erodere in modo permanente il valore percepito della destinazione, costringendo gli operatori in una spirale dalla quale è difficile uscire. Alcuni di loro, del resto, raggiungeranno il “sold out” grazie alla fiera, ma molti altri dovranno fare i conti con una competizione spietata che, in ultima analisi, impoverisce tutta la filiera.
Il dilemma di fondo per il futuro
La denuncia di Santinato, dunque, trascende l’aneddoto della singola tariffa choc per investire una questione strategica. Quella offerta, apparsa sulle piattaforme digitali di prenotazione, diventa il simbolo di un malessere diffuso e di una domanda cruciale: che futuro si sta costruendo per l’ospitalità riminese e, per estensione, per molti territori costieri? Un futuro basato sulla quantità a tutti i costi, sulla logica del riempimento camere a qualunque prezzo, o su un’idea di qualità e di valore riconosciuto, che possa assicurare redditività alle imprese e dignità al lavoro? Il dibattito è aperto, e l’episodio di Marina Centro, con quella camera doppia venduta a meno del costo di una cena al ristorante, ne è l’emblema più crudo e immediato, un segnale d’allarme che arriva in un momento di apparente ripresa.




