Euro 5, la protesta degli artigiani: "70mila mezzi bloccati, è un danno insostenibile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Se non interverranno modifiche, a partire dal prossimo autunno oltre 70mila veicoli diesel Euro 5 – tra auto e mezzi commerciali – rischiano di rimanere fermi nei garage delle regioni del Bacino Padano, nonostante l’allerta inquinamento sia al livello più basso. Una misura che ha scatenato le proteste delle associazioni di categoria, le quali sottolineano come si tratti di mezzi spesso ancora efficienti, acquistati da artigiani e piccoli imprenditori che ora si trovano costretti a sostituirli in tempi brevi.

Il blocco, previsto dal piano regionale per la qualità dell’aria (Prtra), non è una scelta autonoma delle amministrazioni locali, ma deriva da una norma statale applicata in Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, aree particolarmente esposte alle procedure d’infrazione europee per il superamento dei limiti di PM10 e NOx. L’Italia, già condannata dalla Corte Ue, rischia sanzioni miliardarie se non adotterà misure drastiche per ridurre le emissioni.

Tuttavia, la politica sembra muoversi in direzione contraria. Un emendamento al Decreto Infrastrutture, depositato mercoledì dal capogruppo leghista Riccardo Molinari, propone di rinviare il divieto di circolazione di un anno. Una mossa che, se approvata, posticiperebbe l’entrata in vigore della norma all’ottobre 2026, sollevando le critiche delle associazioni ambientaliste. Legambiente, in particolare, ha definito la possibile proroga «un grave errore», ricordando che il phase-out dei diesel più inquinanti è un tassello fondamentale per il miglioramento della qualità dell’aria.

Dal canto suo, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha bollato il provvedimento originario – varato nel 2022 sotto il governo Draghi – come «una delle follie della Commissione von der Leyen», assicurando che il rinvio sarà confermato. Intanto, in Piemonte, dove il blocco scatterebbe già dal primo ottobre 2025 in alcune città, la Lega sta cercando di trovare una mediazione per evitare quello che viene percepito come un colpo durissimo al settore della logistica e dell’artigianato.

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