Samsung sferra l’attacco alla pubblicità molesta: su Galaxy S26 arriva il blocco intelligente
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non c’è sensazione più fastidiosa, nell’era della connessione permanente, di quella di sbloccare il proprio smartphone e trovarsi il pannello delle notifiche intasato da offerte irrilevanti. Che si tratti di un’app meteo che all’improvviso prova a vendere criptovalute o di una calcolatrice diventata improvvisamente esperta di giochi mobile, l’esperienza – diciamolo – rasenta l’assurdo. Samsung, recependo un malcontento ormai diffuso tra i suoi utenti, ha deciso di passare al contrattacco. L’azienda sudcoreana ha infatti silenziosamente rilasciato un aggiornamento dell’app “Assistenza dispositivo” ( Device Care), nella versione 13.8.80.7, che introduce una funzione specifica per arginare il fenomeno. La novità, per quanto tempestiva, è al momento appannaggio esclusivo dei possessori della serie Galaxy S26, lasciando inevitabilmente con un certo rammarico chi utilizza modelli precedenti.
Come funziona il nuovo filtro che mette a tacere le app moleste
Il meccanismo concepito dagli ingegneri di Samsung si basa su un approccio a più livelli, studiato per adattarsi alle diverse esigenze di controllo dell’utente. A scavare tra le impostazioni, precisamente nel percorso Impostazioni > Assistenza dispositivo > Care report > Avvisi eccessivi, si scopre un centro di controllo dedicato. L’utente può scegliere tra due modalità principali: la prima, definita “blocco basico”, si affida a un database interno gestito direttamente da Samsung, che identifica e mette in “deep sleep” (sonno profondo) tutte le applicazioni già note per l’invio massivo di pubblicità. La seconda opzione, molto più interessante perché dinamica, è il “blocco intelligente”. In quest’ultima modalità, lo smartphone analizza in tempo reale il contenuto delle notifiche che riceve e, utilizzando un algoritmo locale, decide autonomamente se una determinata app stia superando il limite di guardia per quanto riguarda la frequenza degli annunci.
Una volta che l’applicazione viene giudicata colpevole di “disturbo alla quiete pubblica” digitale, il sistema la confina immediatamente nello stato di sonno profondo. In questa condizione, l’app non può avviare processi in background, consumare batteria (effetto collaterale gradito e non secondario) e, cosa più importante, non può più inviare alcuna notifica fino a quando l’utente non decida di riabilitarla manualmente. Va sottolineato, per onore di cronaca, che Samsung stessa ammette come l’analisi automatica del blocco intelligente non sia infallibile; esiste la concreta possibilità di falsi positivi, dove una notifica legittima potrebbe essere scambiata per spam, ma la gestione trasparente dell’elenco delle app limitate dovrebbe permettere un facile recupero degli eventuali errori.
Una distribuzione graduale legata all’ultima interfaccia One UI
A scatenare l’interesse della rete è stata la segnalazione di un utente su X (ex Twitter), @KAILASH61229293, prontamente rilanciata da diverse testate specializzate come Android Authority. Ma la domanda che molti si pongono, e che al momento resta senza una risposta ufficiale, riguarda il futuro della funzione sui dispositivi meno recenti. La nuova implementazione sembra strettamente legata alla One UI 8.5, l’ultima incarnazione del software personalizzato Samsung che sta debuttando in queste settimane in Italia, partendo proprio dai flagship di fascia alta. Il rilascio dell’aggiornamento di Assistenza dispositivo avviene a scaglioni tramite il Galaxy Store; per verificare la disponibilità della versione 13.8.80.7, basta accedere al marketplace proprietario e controllare nella sezione aggiornamenti. Sarà interessante osservare se, nelle prossime settimane, il colosso coreano estenderà la protezione anche alla numerosa base di utenti che possiede i modelli S24 o S25, una mossa che trasformerebbe un’interessante esclusiva in un vero e proprio standard di benessere digitale.
L’arma in più contro la distrazione digitale
In un contesto dove l’attenzione è la merce più preziosa, riprendere il controllo del proprio centro notifiche rappresenta un piccolo, grande passo avanti. La mossa di Samsung non solo migliora l’estetica della gestione degli avvisi, ma incide positivamente anche sulla gestione delle risorse di sistema; meno notifiche equivalgono a meno risvegli del processore e, quindi, a un potenziale risparmio energetico. Resta da vedere, e gli utenti più attenti lo noteranno, se lo stesso filtro verrà applicato con eguale severità alle notifiche promozionali generate dai servizi proprietari di Samsung, una questione spinosa che l’azienda non ha ancora voluto affrontare pubblicamente. Per ora, chi possiede un Galaxy S26 può già respirare un’aria di tranquillità, cullato dalla promessa di non dover più chiudere un’app di utilità per essere subissato da inviti all’acquisto.




