Zecche, l'allarme in Cadore e lo studio della Fondazione Mach: ecco come rimuoverle

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SALUTE

Redazione Salute Redazione Salute   -   Maggio è arrivato, e con la bella stagione - quella che spinge a passeggiate nelle valli canavesane o verso i sentieri della Valchiusella - torna a farsi vivo un ospite indesiderato, piccolo, quasi invisibile ma non per questo meno insidioso: la zecca.

Ignorarla sarebbe un errore, come confermano i dati che arrivano dal Cadore, dove l'Ulss 1 Dolomiti ha già lanciato l'allarme: i casi di punture segnalati, anche in quest'avvio di stagione, superano quelli rilevati negli ultimi anni, evidenziando una presenza sempre più capillare del parassita. amicodelpopolo +2

Le temperature più miti e l'aumento dell'umidità, conseguenze della crisi climatica in atto, favoriscono la sopravvivenza delle zecche, che ormai colonizzano senza problemi anche le quote più elevate delle nostre montagne, un fenomeno, questo, confermato dalle ricerche della Fondazione Edmund Mach. amicodelpopolo +2

Zecche in montagna, il monitoraggio della Fondazione Mach

Proprio la Fondazione Edmund Mach, attraverso la sua unità di Ecologia Applicata, ha messo a punto un sistema di sorveglianza che unisce la ricerca scientifica alla cosiddetta citizen science, un approccio che coinvolge i cittadini nella raccolta dei dati.

Le ricercatrici Annapaola Rizzoli, Francesca Dagostin e Valentina Tagliapietra - che dell'unità fanno parte - spiegano come eventi estremi e la perdita di biodiversità stiano ridefinendo i rischi sanitari nelle aree alpine. quotidianocanavese +2

L'aumento delle temperature, sottolineano le studiose, influisce direttamente sul ciclo vitale delle zecche, permettendo loro di restare attive più a lungo e di spingersi verso territori una volta inospitali. Per monitorare questa espansione è stata sviluppata ZeccAPP, un'applicazione che consente a chiunque di segnalare l'incontro con il parassita, contribuendo così alla creazione di mappe aggiornate sulla loro diffusione. my-personaltrainer +2

Allarme e prevenzione, l'appello dell'Ulss Dolomiti

L'allarme, come detto, è particolarmente sentito nel Bellunese. L'Ulss 1 Dolomiti ha recentemente fatto il punto della situazione, ribadendo l'importanza della prevenzione primaria. Le regole sono semplici ma fondamentali: durante un'escursione è consigliabile indossare abiti chiari, rimanere sui sentieri battuti e, al rientro, effettuare un attento controllo della pelle e degli indumenti. my-personaltrainer +2

I dati raccolti dall'azienda sanitaria sono eloquenti: nel corso del 2025, il 38% delle zecche analizzate nel territorio è risultato positivo al batterio responsabile della malattia di Lyme, mentre l'1% era portatore del virus dell'encefalite da zecca (Tbe), una patologia per la quale, va ricordato, esiste una vaccinazione efficace che l'Ulss raccomanda attivamente. amicodelpopolo +2

Come rimuovere una zecca, la procedura sicura

Ma cosa fare se, nonostante le precauzioni, ci si accorge di avere una zecca attaccata alla pelle? Le linee guida, in questo caso, sono chiare e non ammettono improvvisazioni. La rimozione va effettuata il prima possibile, poiché ridurre i tempi di attaccamento significa diminuire la probabilità di trasmissione di agenti infettivi.

L'unico metodo sicuro prevede l'uso di una pinzetta a punte sottili: bisogna afferrare la zecca il più vicino possibile alla superficie della cute, cercando di prendere le parti boccali senza schiacciare il corpo del parassita. quotidianocanavese +2

Una volta saldamente afferrata, si tira via con una trazione lenta, ferma e perpendicolare alla pelle, senza assolutamente torcere o comprimere l'addome dell'insetto.

Quest'accortezza è vitale: schiacciare la zecca o utilizzare rimedi fai-da-te come alcol, vaselina o la classica fiamma di un accendino, ne causerebbe il rigurgito, aumentando paradossalmente il rischio di infezione. Dopo l'estrazione, è sufficiente disinfettare la zona e osservarla nei giorni successivi per eventuali reazioni cutanee. amicodelpopolo +2

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