Energia, Ermeti: l'Europa punti su questo settore per la sua sicurezza. A Rimini il Key Energy 2026

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ha aperto i battenti alla Fiera di Rimini Key - The Energy Transition Expo, l'appuntamento fieristico organizzato da Italian Exhibition Group che per tre giorni, fino a venerdì 6 marzo, riunisce operatori, istituzioni e aziende da tutto il mondo per discutere di transizione energetica, innovazione tecnologica e scenari geopolitici. Con una superficie espositiva che raggiunge i 125mila metri quadrati e ventiquattro padiglioni occupati – quattro in più rispetto all'edizione precedente – la manifestazione accoglie oltre mille brand espositori, e di questi circa il trenta per cento proviene dall'estero, a testimonianza di un interesse che travalica i confini nazionali.

La cerimonia inaugurale, che si è tenuta alla presenza del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, è stata l'occasione per Maurizio Renzo Ermeti, presidente di Ieg, di tracciare le coordinate di un evento che, nato come una costola di Ecomondo, ha progressivamente acquisito una propria fisionomia e una rilevanza internazionale. “La cosa interessante di questa manifestazione fin dall’origine – ha spiegato Ermeti – è il non essersi specializzata in un solo settore dell’energia, ma essere stata in grado di offrire un panorama generale per tutto ciò che riguarda i settori energetici e le tecnologie per l’energia stessa”. Un approccio multidisciplinare che, in un momento storico segnato da forti tensioni internazionali, si rivela quanto mai strategico: l'energia, ha sottolineato il presidente di Ieg, si conferma essere un ambito fondamentale per garantire all'Europa sicurezza, competitività e indipendenza.

La crescita della domanda tra solare, eolico e storage

I numeri della fiera, con i suoi oltre 150 eventi in programma e la presenza di 500 buyer provenienti da cinquanta paesi, raccontano di un settore in piena ebollizione. E se il quadro geopolitico, con il conflitto in Medio Oriente e le sue ripercussioni sui prezzi delle materie prime, getta ombre preoccupanti sul futuro, l'industria della transizione sembra rispondere con un dinamismo che non accenna a fermarsi. “Abbiamo notato in quest’ultimo anno – ha proseguito Ermeti – una forte crescita della domanda nella parte del solare, dell’eolico e nello storage, sostanzialmente nell’accumulo”. Sono proprio le tecnologie legate all'accumulo energetico a rappresentare una delle frontiere più promettenti, come dimostra il lancio in fiera di Ssec – Storage & Solar Expo Conference, il nuovo evento B2B organizzato da Ieg e interamente dedicato a solare e sistemi di accumulo, in programma a Vicenza il prossimo settembre.

Il ministro Pichetto Fratin, nel suo intervento, ha ribadito la linea del governo: “L’Italia crede nelle rinnovabili e nella neutralità tecnologica, come parte di una strategia di sviluppo sostenibile concreta e non ideologica”. Una strategia che, secondo il titolare del Mase, non può escludere a priori nessun vettore energetico, incluso il nucleare di nuova generazione, indicato come una delle opzioni su cui il paese intende puntare attraverso il disegno di legge delega portato in Parlamento. “Gli accadimenti internazionali – ha aggiunto – confermano l’importanza di investire sulla sicurezza energetica, liberando allo stesso tempo le grandi potenzialità delle rinnovabili”.

L'analisi di Althesys e il peso della manifattura italiana

Nel pomeriggio della prima giornata, il Key Energy Summit ha ospitato la presentazione dello studio “Transizione energetica, tra scenari globali, tecnologie e governance”, realizzato da Althesys. Un'analisi che ha messo nero su bianco luci e ombre di un comparto in rapida evoluzione: da un lato, la crescita degli investimenti in rinnovabili, con progetti per 121 miliardi di euro e 86,6 GW di potenza identificati nel 2024, in aumento del sessanta per cento rispetto all'anno precedente; dall'altro, le persistenti difficoltà autorizzative e i fenomeni Nimby che continuano a frenare la realizzazione degli impianti utility-scale, con l'eolico offshore ancora sostanzialmente fermo.

Il quadro che emerge dallo studio restituisce tuttavia anche un'Italia che, nonostante la dipendenza dalla Cina per quanto riguarda le tecnologie di base come pannelli fotovoltaici e batterie, può contare su una filiera manifatturiera tutt'altro che marginale. Il settore dei componenti elettrici, dei cavi, degli inverter e dei contatori, insieme ai servizi connessi, vale complessivamente 32,1 miliardi di euro di fatturato aggregato e dà lavoro a circa 86mila persone. Numeri che, come è emerso dal dibattito, rappresentano un patrimonio industriale da difendere e valorizzare, soprattutto in un contesto di domanda elettrica stagnante e di elettrificazione che, nonostante le ripetute previsioni di crescita, fatica a decollare.

Le strategie di FIMER e il focus sulla cooperazione con l'Africa

Tra gli espositori, FIMER ha colto l'occasione della fiera per presentare la nuova campagna di comunicazione “Inverting Perspectives”, che segna un'evoluzione nella strategia tecnologica e commerciale dell'azienda. Un percorso di trasformazione che, come è stato spiegato, coinvolge l'intera organizzazione, dalle persone agli investimenti, passando per il piano industriale e l'approccio commerciale. Allo stand nel padiglione D5, l'azienda ha portato le proprie soluzioni integrate per la gestione dell'energia, con un'attenzione particolare ai sistemi di accumulo modulari e alle piattaforme di inverter per applicazioni residenziali e industriali.

Non meno rilevante, infine, il capitolo dedicato alla cooperazione internazionale. In linea con le priorità del Piano Mattei, Key 2026 ha rafforzato il proprio impegno verso il continente africano, con l'Africa Investment Hub pensato per favorire il networking tra imprese italiane e africane e con due eventi curati da Res4Africa dedicati all'autosufficienza energetica del continente. Un'iniziativa che, nelle intenzioni degli organizzatori, intende connettere istituzioni, associazioni di categoria e investitori per gettare le basi di nuove sinergie, in un'ottica che non può più prescindere da una visione integrata e globale delle sfide energetiche.

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