Invitalia entra in Coin con il 30%, salvati i posti di lavoro ma a Bologna chiude lo store di via Rizzoli
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Redazione Economia
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Il salvataggio di Coin, storico marchio della grande distribuzione italiana, passa attraverso l’ingresso di Invitalia nel capitale sociale con una quota del 30,1%, corrispondente a un investimento da 10 milioni di euro. Il piano di risanamento, che sarà depositato entro pochi giorni – probabilmente già il 28 aprile – presso il Tribunale di Venezia, garantirà la continuità occupazionale per i dipendenti, anche se non mancano le eccezioni. A Bologna, infatti, il negozio di via Rizzoli chiuderà i battenti il 31 luglio, lasciando senza lavoro 32 dipendenti, molti dei quali over 50, che dovranno fare i conti con la cassa integrazione.
La crisi della catena, che vanta 34 punti vendita diretti e 130 store in franchising tra Italia ed estero, non è un fulmine a ciel sereno. Già a giugno dello scorso anno, l’azienda aveva avviato una procedura di composizione negoziata per far fronte a un debito di 240 milioni, cifra prossima al fatturato complessivo (280 milioni). Le trattative, coordinate dal Mimit, hanno visto un primo tavolo tecnico il 18 dicembre 2024 e un secondo solo pochi giorni fa, il 22 aprile, quando è emerso l’accordo con Invitalia.




