La morsa dei dazi fa vacillare il dollaro, l’euro sale a 1,1083
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Redazione Esteri
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L’avvio delle nuove tariffe commerciali decise da Donald Trump continua a scuotere i mercati, lasciando il dollaro in affanno mentre l’euro guadagna terreno, portandosi a 1,1083 sul biglietto verde con un rialzo dello 0,2%. Non è solo la divisa europea a beneficiarne: lo yen si rafforza a 146,30 contro il dollaro, toccando i massimi degli ultimi sei mesi, mentre sterlina e franco svizzero registrano performance positive.
A Tokyo, intanto, la giornata si è aperta con toni drammatici, mentre i mercati cinesi restano chiusi per festività. La borsa nipponica, trainata dai timori per l’impatto globale dei dazi, ha guidato il ribasso in Asia dopo il crollo di Wall Street, che mercoledì ha segnato la peggiore seduta dal 2020, bruciando oltre 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Tra le vittime più eclatanti c’è Apple, colpita da un tracollo storico dovuto alla sua forte esposizione alle esportazioni dalla Cina.
Trump ha svelato l’imposizione di dazi su oltre 180 paesi e territori, alimentando il rischio di una guerra commerciale su scala mondiale. La risposta dell’Europa, seppur misurata, non si è fatta attendere. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha espresso delusione per la mossa dell’"alleato più antico", sottolineando che Bruxelles è pronta a reagire pur mantenendo aperti i canali diplomatici per evitare fratture tra i Ventisette. Una prima rappresaglia è attesa già per il 15 aprile, anche se l’obiettivo rimane quello di contenere l’escalation.




