Tyra Grant vince il primo derby romano e ora sogna in grande: «Ho riscritto la storia con me stessa»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   ROMA – C’è un momento, nel terzo set del match contro Lisa Pigato, in cui Tyra Caterina Grant si trova a servire sul 4-4, con la pressione che pesa come un macigno sulle spalle di una diciottenne, sebbene lei stessa racconterà dopo di aver scelto consapevolmente di ignorare le indicazioni del suo angolo, quasi ridendo di fronte all’evidenza delle difficoltà. È l’essenza della vittoria, quella vera, quella che non si misura solo con il punteggio finale di 1-6, 6-2, 6-4, ma con la capacità di non ripetere gli errori del passato. Perché Grant, classe 2008, non nasconde il peso di un fantasma preciso: lo scorso anno, sempre agli Internazionali, aveva avuto due match-point contro la croata Ruzic, li aveva falliti entrambi ed era uscita sconfitta da quell’appuntamento che la maturità rende oggi solo un lontano ricordo, un’ombra sulla quale ha scelto di costruire una consapevolezza nuova.

«Non aspettare l’errore, andare a prendersi il punto»: la svolta nella testa

L’azzurra, numero 234 del ranking Wta e reduce dall’exploit di Madrid, ha dovuto fare i conti con un avvio tremendo: il primo set perso per 6-1, con una marea di errori e un’avversaria, la Pigato, capace di rubarle il tempo e metterla costantemente alle corde. Eppure, è proprio in quel frangente, come spiegherà in conferenza stampa, che è scattato qualcosa. «Lisa ha giocato benissimo all’inizio – ha raccontato la giovane romana –, ero un po’ scioccata, non riuscivo a esprimermi». Poi la reazione, il 6-2 che ristabilisce la parità e un terzo set da brividi, dove i break vanno e vengono fino all’allungo decisivo.

La differenza, a sentire la diretta interessata, è stata tutta mentale. «Ho avuto due match-point – ha ricordato Grant –, fallito il primo ho ripensato per un istante allo scorso anno, ma questa volta ho scelto di giocare il punto con personalità, volevo fare il punto io, non aspettare l’errore dell’altra». Una dichiarazione che suona come un manifesto tecnico, l’esatta fotografia di un passaggio di consegne generazionale dove la forza fisica (i 44 errori totali sono lì a testimoniare l’imperfezione del gioco) lascia spazio alla forza di volontà. La stessa forza che, grazie al sostegno del pubblico romano, le ha permesso di non spezzarsi quando la Pigato le ha riconquistato il servizio sul 4-3, costringendola a vincere tre turni di risposta per chiudere definitivamente l’incontro.

Il programma dei padroni di casa: il compleanno di Cobolli, Arnaldi e il forfait di Rinderknech

Mentre Grant si prepara ora ad affrontare al secondo turno la canadese Victoria Mboko (numero 9 del mondo), il tabellone degli Internazionali BNL d’Italia 2026 continua a regalare storie tutte italiane. Oggi è un giorno speciale per Flavio Cobolli, testa di serie numero 10 del torneo, che spegne 24 candeline proprio nel giorno in cui il Foro Italico gli fa gli auguri ufficiali. Il tennista romano, atteso al debutto direttamente nel secondo turno contro il vincente tra Zizou Bergs e Terence Atmane, ha parlato della pressione che un evento casalingo comporta: «Solo Matteo Berrettini può capire cosa significa giocare qui per un romano. C’è pressione, ma ce la mettiamo solo noi da soli. Quest’anno però sento meno ansia, arrivo con più autostima».

Sull’altro fronte, buone notizie arrivano dal campo dove Matteo Arnaldi, beneficiario di una wild card, ha superato lo spagnolo Jaume Munar, mentre in serata toccherà al giovane Federico Cinà completare il programma. Non mancano i colpi di scena legati agli infortuni: il francese Arthur Rinderknech, numero 24 al mondo, è stato costretto a dare forfait per un problema al polpaccio sinistro, decidendo di non rischiare in vista del Roland Garros; al suo posto entrerà nel tabellone il lucky loser Aleksandar Kovacevic.

L’attesa per Sinner e le parole di Onorato: il sogno di un tricolore

A tenere banco, naturalmente, è l’attesa per il numero uno del mondo Jannik Sinner, che già sabato scatterà dalla corsia di sinistra del tabellone. L’assessore ai Grandi Eventi e Sport di Roma, Alessandro Onorato, intervenuto a margine del sorteggio tenutosi in Piazza del Popolo, ha lanciato il messaggio più politico e passionale: «Aspettiamo tutti Sinner. Ci auguriamo – ha detto, con la prudenza degli scongiuri – che un italiano o un’italiana possa finalmente vincere qui a Roma. Le condizioni ci sono tutte». Una dichiarazione che fa da contraltare all’assenza pesante di Carlos Alcaraz, mentre Novak Djokovic si ripresenta sulla terra capitolina per provare a scrivere l’ennesimo capitolo della sua leggenda.

Per Grant, che l’anno scorso non aveva retto l’urto dei momenti che contano, il passaggio del turno rappresenta già un piccolo trofeo personale. «È stato un sospiro di sollievo – ha ammesso –, nell’ultimo servizio mi sono fidata del mio istinto». Una fiducia che, a questo punto, diventa l’arma più affilata nel suo arsenale per affrontare il proseguo di questo Masters 1000 capitolino.

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