Inchiesta urbanistica, ecco le chat sulla grande spartizione di Milano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Le indagini della procura di Milano – che hanno già portato al rinvio a giudizio di otto persone per la vicenda della Torre Milano a Maggiolina – si allargano ora a quello che gli inquirenti definiscono un "Pgt ombra", un piano di governo del territorio parallelo, ideato per orientare la rigenerazione urbana delle periferie milanesi a vantaggio dei grandi nomi del mattone. Tra i protagonisti, Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio del Comune, e Federico Pella di J+S, entrambi indagati per corruzione e abuso d’ufficio.
Nei loro scambi di messaggi, emersi dalle carte dell’inchiesta, si coglie un tono sicuro, quasi trionfale: "Ormai i nodi li stiamo risolvendo. Rimangono San Donato e Assago", scrive Marinoni a maggio 2024, riferendosi alle ultime aree da sistemare in quella che appare come una spartizione immobiliare ben orchestrata. Nove le zone coinvolte, da Cascina Gobba a Figino, passando per Baggio, Fiorenza (Mind) e Linate, dove torri, parchi e interi quartieri sarebbero stati riqualificati secondo logiche poco trasparenti, con l’obiettivo di incassare "alte parcelle".
Non è la prima volta che Milano finisce sotto la lente per operazioni immobiliari opache. Dopo il caso della Torre Milano, sono emerse le Park Tower di Crescenzago, l’Hidden Garden di Piazza Aspromonte e la palazzina di via Fauché, tutti progetti che – secondo gli investigatori – nasconderebbero accordi illeciti tra amministratori e costruttori. E mentre il centrodestra, pur garantista, non nasconde l’obiettivo di riconquistare Palazzo Marino ("le dimissioni si chiedono per inefficienza, non per un’inchiesta", ribadiscono Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia), il centrosinistra chiude le fila attorno al sindaco Beppe Sala.




