Benevento, il commercio al dettaglio arretra mentre bar e ristoranti avanzano

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A Benevento, come in molte altre città italiane, il volto del commercio sta cambiando in modo significativo. Secondo un’analisi condotta dall’Istituto Tagliacarne e pubblicata dall’ufficio studi di Confcommercio, il tessuto commerciale del Sannio mostra segni di trasformazione, con un’evidente contrazione delle attività di vendita al dettaglio, specialmente nelle aree periferiche. Il centro storico, pur resistendo meglio, non è immune a questo fenomeno, che vede invece un incremento costante di bar e ristoranti.

I dati, elaborati a partire dalla banca dati ufficiale delle Camere di Commercio, rivelano una tendenza nazionale che non risparmia il capoluogo campano. Tra il 2012 e il 2024, in Italia, si è registrata una vera e propria emorragia di negozi al dettaglio, con 118mila esercizi chiusi e 23mila attività di commercio ambulante scomparse. Al contrario, il settore della ristorazione e dell’ospitalità ha visto una crescita di 18.500 unità, segnando un cambiamento strutturale nelle dinamiche commerciali urbane.

A Benevento, come altrove, i centri storici sono tra le aree più colpite. Le vetrine dei negozi, un tempo simbolo di vitalità economica, lasciano sempre più spazio a bed & breakfast e locali di somministrazione. Un fenomeno che, se da un lato risponde alle mutate abitudini di consumo e alla crescente domanda turistica, dall’altro rischia di svuotare di significato il ruolo tradizionale delle città come luoghi di scambio e socialità.

La situazione non è uniforme in tutto il Paese. Palermo, ad esempio, rappresenta un’eccezione parziale, con un tessuto commerciale che, nonostante le difficoltà, mostra segnali di tenuta. Tuttavia, anche qui il boom di bar e ristoranti è evidente, confermando una tendenza che sembra ormai consolidata.

In Toscana, solo lo scorso anno, sono state perse quasi mille attività commerciali, mentre a livello nazionale il calo dei negozi nei centri storici ha raggiunto il 26,2% in dodici anni. Una tendenza che, come sottolineato da Fei, rappresenta una sfida da affrontare con urgenza, per evitare che i centri urbani perdano definitivamente la loro identità commerciale.

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