Borse europee in rialzo prima della Fed, Milano guida con 0,8%
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Redazione Economia
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La doppia frenata del petrolio e dei rendimenti obbligazionari, che pure restano su livelli record, ha permesso alle Borse europee di recuperare terreno nella seduta del 16 settembre. Mentre lo sguardo dei mercati era già rivolto a quella che sarebbe stata la decisione della Fed sui tassi, Piazza Affari ha rubato la scena chiudendo in cima ai listini del Vecchio Continente con un progresso dello 0,8% per l'indice Ftse Mib, portando a -3% il passivo accumulato in un mese.
Il quadro europeo e americano
Le principali piazze finanziarie del continente hanno chiuso tutte in territorio positivo, sostenute da un clima di attesa che ha prevalso sulle tensioni delle settimane precedenti. A seguire Milano si sono mosse Parigi, in rialzo dello 0,8%, Madrid con un +0,7%, Francoforte in crescita dello 0,65% e Londra più indietro con un +0,5%. Wall Street ha mostrato un andamento più incerto: il Dow Jones ha chiuso in lieve calo dello 0,05%, mentre il Nasdaq, sostenuto dal comparto tecnologico, ha guadagnato lo 0,8%.
I future sui principali indici statunitensi indicavano già in mattinata un'apertura positiva, con il Nasdaq atteso in rialzo di circa 0,5% e l'S&P 500 di circa 0,2%.
Petrolio in discesa e obbligazioni in correzione
A sostenere il sentiment degli investitori è stata soprattutto la flessione delle quotazioni del greggio, che ha allentato le pressioni inflazionistiche che nelle settimane precedenti avevano spinto i rendimenti obbligazionari ai massimi da anni. Il future ottobre sul Wti ha ceduto il 4,2% attestandosi a 101,4 dollari al barile, mentre il contratto di novembre sul Brent è scivolato del 3,6% a 104,7 dollari. Si è sgonfiato anche il prezzo del gas naturale, scambiato a 77,8 euro al megawattora con un calo del 2,8%.
Sul fronte obbligazionario, lo spread tra Btp e Bund decennali è sceso a 86,1 punti base, con il rendimento del titolo italiano in calo al 4,37% annuo e quello del Bund tedesco al 3,5%.
L'attesa per la decisione della Federal Reserve
Gli operatori attendevano per la serata la decisione della Banca centrale statunitense, data per probabile con un rialzo dei tassi di 25 punti base, il primo dall'estate 2023. La stretta era attesa all'unanimità e avrebbe portato il tasso sui federal funds nella forchetta tra il 3,75% e il 4%. Il presidente Kevin Warsh, al timone della Fed, avrebbe motivato la decisione con un quadro economico ancora solido ma caratterizzato da un'inflazione che rimane elevata, come confermato dal comunicato diffuso al termine della riunione.
I protagonisti a Piazza Affari
Sul listino milanese si sono registrati movimenti significativi su diversi titoli di primo piano. In evidenza Prysmian, gruppo specializzato in cavi per energia e telecomunicazioni, che ha guadagnato il 2,7%, seguita da StMicroelectronics con un +2,5%. Nel comparto energetico si sono messe in luce Tenaris, in rialzo del 2,1%, e Saipem, in crescita dell'1,8%. Bene anche Inwit, società attiva nelle infrastrutture per le telecomunicazioni, che ha avanzato di circa l'1,5%.
Il comparto dei semiconduttori ha beneficiato di acquisti diffusi a livello europeo, con Soitec in forte rialzo dopo la revisione del giudizio da parte degli analisti di Morgan Stanley, che hanno alzato la raccomandazione e raddoppiato il prezzo obiettivo a 200 euro.
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