Borse europee in rosso, Milano la peggiore: timori dazi e incertezza Fed pesano sui listini

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse del Vecchio Continente hanno chiuso la seduta del 20 marzo in territorio negativo, riflettendo l’andamento incerto di Wall Street, che ha registrato un calo dello 0,19% dopo la riunione della Federal Reserve. La Fed ha mantenuto un atteggiamento cauto, confermando la possibilità di soli due tagli dei tassi nel corso dell’anno, una prospettiva che non ha rassicurato gli investitori. A pesare ulteriormente sui mercati europei, in particolare, sono state le dichiarazioni della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che durante un’audizione al Parlamento Europeo ha stimato un impatto negativo dei dazi statunitensi sul PIL europeo, quantificandolo in un -0,3%, con la possibilità di raggiungere un -0,5% in caso di ritorsioni da parte dell’Unione Europea.

Milano si è distinta come la piazza più penalizzata, con il FTSE MIB che ha chiuso in calo dell’1,32%, trascinato dalle vendite su titoli come STMicroelectronics (-3,7%), A2A (-3,2%) e Stellantis (-3%). Le banche e i settori industriali hanno subito pressioni significative, mentre tra i pochi segnali positivi spicca il balzo di Nexi, che ha chiuso in rialzo nonostante il clima generale di incertezza. Anche Francoforte, Parigi e Londra hanno registrato perdite, seppur meno marcate, con gli investitori che hanno preferito monetizzare i recenti guadagni in attesa di maggiori chiarezze sulle politiche monetarie e commerciali.

L’oro, considerato un bene rifugio in periodi di turbolenza, ha toccato nuovi massimi, superando i 3.057 dollari, per poi ritracciarsi leggermente. Questo movimento riflette la crescente domanda di sicurezza da parte degli operatori, preoccupati per le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, nonché per le ripercussioni economiche globali. La Casa Bianca, infatti, ha intensificato la sua guerra commerciale, minacciando dazi su una vasta gamma di prodotti, una mossa che rischia di innescare una spirale di ritorsioni con effetti negativi sulla crescita globale.

In questo contesto, i listini europei hanno mostrato una forte sensibilità alle dichiarazioni delle autorità monetarie e alle dinamiche geopolitiche. La volatilità di Wall Street, unita alle preoccupazioni per i dazi e alla “notevole incertezza” evocata da Lagarde, ha spinto molti investitori a ridurre l’esposizione ai rischi, privilegiando asset più sicuri. Tra i titoli più colpiti a Milano figurano anche Intesa Sanpaolo e Leonardo, mentre tra le mid cap si segnalano performance negative per De Nora e Webuild

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