Fincantieri, a Marghera sette nuove navi da crociera entro il 2032

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un filo rosso che lega la carriera di Luigi Matarazzo, oggi direttore generale della Divisione navi mercantili di Fincantieri, al futuro del cantiere di Marghera, dove lui stesso cominciò come giovane ingegnere trentacinque anni fa. Ed è un filo intessuto di acciaio e progetti, quello che tiene insieme la memoria industriale di un sito produttivo e la sua capacità di guardare avanti, confermata ieri dalla consegna della Norwegian Luna, seconda nave della classe Prima Plus realizzata per Norwegian Cruise Line. Un passaggio di consegne, quello celebrato in terra veneziana, che non rappresenta soltanto l’ultimo atto di un processo produttivo avviato mesi fa, ma che si inserisce in un quadro strategico ben più ampio, delineato dallo stesso Matarazzo con numeri e prospettive concrete: nei prossimi sei anni, e precisamente entro il 2032, lo stabilimento di Marghera sarà al centro di un piano che prevede la costruzione di sette navi da crociera, a riprova di una scommessa industriale che il gruppo ha voluto sostenere con investimenti significativi, pari a centocinquanta milioni di euro soltanto nell’ultimo quadriennio.

Il cantiere, che Matarazzo non esita a definire un fiore all’occhiello nel panorama europeo e mondiale, si prepara dunque a vivere una stagione di intenso lavoro, forte di un portafoglio ordini che, a livello di gruppo, garantisce impegni fino al 2037 con cinquantatré navi in costruzione per un valore complessivo di cinquanta miliardi di euro. Ed è in questo flusso di commesse che si inserisce a pieno Titolo la Norwegian Luna, imponente unità da crociera di centocinquantaseimila tonnellate di stazza lorda, trecentoventuno metri di lunghezza e una capacità di circa tremilacinquecentocinquanta posti letto, che va ad aggiungersi — e a rimpiazzare — la gemella Norwegian Aqua, consegnata l’anno precedente, e che condivide con le sorelle maggiori della classe Prima, la Norwegian Prima e la Norwegian Viva, l’impronta progettuale di chi quelle navi le ha pensate e costruite, ampliandone però le dimensioni di un buon dieci per cento.

Un cantiere strategico tra presente e programmazione

Alla cerimonia di consegna, che si è svolta ieri nel sito produttivo di Marghera, hanno presenziato per Fincantieri il presidente Biagio Mazzotta e lo stesso Matarazzo, mentre per Norwegian Cruise Line e la sua controllante Norwegian Cruise Line Holdings erano presenti Marc Kazlauskas, presidente di Ncl, Patrik Dahlgren, chief vessel operations e newbuild officer di Nclh, e Daniel S. Farkas, general counsel di Nclh. Una presenza composita, quella delle delegazioni, che testimonia la solidità di un rapporto avviato da tempo e che proprio in questo cantiere trova una delle sue espressioni più alte: la nuova nave, lo ricordano i costruttori, nasce da un progetto che esalta gli spazi aperti e il comfort di bordo, ed è destinata a solcare i mari coniugando tecnologia e vivibilità, in un settore dove l’esperienza del viaggiatore diventa sempre più centrale e dove l’innovazione non può prescindere dalla sostenibilità ambientale e dall’efficienza energetica, aspetti che Fincantieri ha ormai integrato stabilmente nel proprio processo costruttivo.

Investimenti mirati e ricadute sul territorio

Se la Norwegian Luna rappresenta la punta più avanzata dell’ingegneria navale italiana, lo si deve anche a una strategia industriale che ha voluto scommettere su Marghera come polo d’eccellenza, destinandovi risorse consistenti per adeguare infrastrutture e capacità produttiva alle sfide del mercato globale. I centocinquanta milioni di euro investiti negli ultimi quattro anni non sono soltanto una cifra, ma la misura di una scelta di campo che punta a consolidare la leadership del gruppo nella costruzione di navi ad alta complessità, e che si tradurrà nei prossimi anni in sette nuove consegne, sette navi che vedranno la luce proprio in questo cantiere e che porteranno con sé, inevitabilmente, ricadute occupazionali e indotto per tutto il territorio. Un impegno che Matarazzo, forte della sua lunga esperienza maturata proprio in questo stabilimento, racconta con l’orgoglio di chi ha visto crescere Fincantieri fino a diventare leader riconosciuto a livello internazionale, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

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