Christiana Ruggeri è morta: l’ultimo premio e l’impegno per gli animali
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Redazione Interno
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È morta Christiana Ruggeri, giornalista Rai, scrittrice e attivista per la tutela degli animali: aveva 57 anni. La sua scomparsa ha suscitato cordoglio nel mondo dell’informazione, dove aveva costruito una lunga carriera al Tg2, affiancando al lavoro televisivo l’attività editoriale e l’impegno contro il randagismo. Tra i riconoscimenti più recenti figura il Premio MarediCosta “Speciale Ventennale”, ricevuto a Cetara lo scorso 17 luglio. Il percorso professionale si era sviluppato tra cronaca, reportage internazionali e divulgazione, con una particolare attenzione ai temi sociali e ambientali.
La carriera al Tg2 tra Esteri, conduzione e scienza
Nata a Roma e laureata in Lettere moderne all’Università La Sapienza, Ruggeri aveva iniziato a lavorare negli anni Novanta in diverse emittenti radiofoniche e televisive della Capitale. L’ingresso nella redazione del Tg2 era avvenuto nel 2000, dando inizio a un’esperienza professionale che l’aveva portata a occuparsi di informazione internazionale e a realizzare numerosi reportage. Nel corso degli anni aveva seguito storie e avvenimenti in diverse aree del mondo, maturando una significativa esperienza sul campo. La passione per la fotografia accompagnava il suo lavoro giornalistico, contribuendo a definire un percorso che univa il racconto dei fatti alla sensibilità per le questioni umane e ambientali.
Alla dimensione dei reportage si era affiancata quella della conduzione televisiva. La giornalista aveva presentato TG2 Mistrà, TG2 Costume e Società e diverse edizioni del telegiornale nel fine settimana, passando tra temi di attualità, società e approfondimento. Nel maggio 2025 era diventata caporedattrice della redazione Scienze, incarico che univa responsabilità editoriale e attenzione alla divulgazione. La sua attività non si era limitata alla televisione: alla professione aveva affiancato la scrittura di saggi e libri, affrontando argomenti storici, sociali e ambientali attraverso forme narrative rivolte anche ai lettori più giovani.
I libri e le storie raccontate attraverso la scrittura
La produzione editoriale di Ruggeri comprendeva opere di narrativa e reportage, con una particolare attenzione alle vicende umane segnate da conflitti e sofferenze. Tra i suoi titoli figura Dall’Inferno si ritorna, dedicato al genocidio ruandese attraverso la storia di una bambina sopravvissuta al massacro. Con I dannati aveva invece affrontato la realtà carceraria venezuelana, mentre Greta e il pianeta da salvare si rivolgeva ai lettori più giovani attraverso i temi dell’ambiente. In Green Girls aveva raccolto storie vere di ragazze impegnate nella difesa del pianeta e della biodiversità. La scrittura rappresentava così un altro strumento per raccontare persone, luoghi e questioni spesso lontani dall’attenzione quotidiana.
Nel febbraio 2026 era arrivata in libreria anche la biografia dedicata a Ferdinand Porsche, intitolata Ferdinand Porsche: un genio capace di sognare. Il volume ripercorre la storia dell’ingegnere e fondatore della casa automobilistica, seguendone il percorso attraverso due guerre mondiali e le trasformazioni dell’Europa. Il lavoro confermava l’interesse dell’autrice per personaggi e vicende capaci di intrecciare biografia individuale e storia. Tra le sue pubblicazioni figurava anche Jane Goodall – Io e gli scimpanzé, dedicato all’etologa e zoologa britannica, una figura di riferimento per chi si occupa di animali e tutela della natura.
La battaglia contro il randagismo e il ricordo dei colleghi
L’impegno civile aveva avuto un ruolo centrale nella vita della giornalista, che per vent’anni aveva fondato e presieduto la onlus Il Rifugio delle Code Felici, impegnata nella lotta al randagismo. Alla difesa degli animali aveva affiancato l’attenzione per le questioni ambientali, anche attraverso il ruolo di vicepresidente di Greenaccord, organizzazione che riunisce giornalisti interessati ai temi della sostenibilità. La sensibilità verso queste cause non era rimasta confinata ai libri o alle iniziative associative, ma aveva accompagnato anche il suo lavoro professionale. Tra gli aspetti ricordati dai colleghi c’era inoltre il legame con il Friuli Venezia Giulia, territorio al quale aveva dedicato un approfondimento televisivo in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto.
Al cordoglio si è unita Unirai Figec, che ha espresso vicinanza alla redazione del Tg2 e alla famiglia, rivolgendo un pensiero particolare alla figlia della giornalista. Il sindacato ha ricordato la passione per il sociale, l’amore per gli animali e la partecipazione alle iniziative legate ai temi ambientali. Anche Alfonso Bottone l’ha ricordata dopo il riconoscimento assegnatole a Cetara, sottolineando il valore del suo percorso umano e professionale.
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