Christiana Ruggeri è morta: il cordoglio del Tg2 e dell’Usigrai
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Redazione Interno
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Christiana Ruggeri, giornalista e caporedattrice della redazione Scienze del Tg2, è morta a 57 anni, suscitando cordoglio nel mondo dell’informazione italiana. L’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, ha espresso le proprie condoglianze ai familiari e ai colleghi della testata in una nota diffusa il 19 ottobre 2026. Al ricordo professionale si accompagna quello di una donna che aveva affiancato al lavoro televisivo un forte impegno per la tutela degli animali, la difesa dell’ambiente e le cause sociali. Lascia una figlia, alla quale sono state rivolte espressioni di vicinanza da parte dei colleghi.
Dagli inizi nelle emittenti romane alla carriera in Rai
Nata a Roma e laureata in Lettere moderne all’Università La Sapienza, la giornalista aveva iniziato il proprio percorso professionale negli anni Novanta, lavorando per diverse emittenti radiofoniche e televisive della Capitale. Prima dell’ingresso in Rai aveva maturato esperienze anche nella stampa, collaborando con testate giornalistiche. Nel 2000 era arrivata al Tg2, dove aveva costruito gran parte della propria carriera, passando attraverso incarichi differenti e occupandosi di temi nazionali e internazionali. La formazione umanistica e l’esperienza sul campo avevano accompagnato un percorso che comprendeva sia il lavoro redazionale sia la conduzione televisiva.
Il debutto davanti alle telecamere era avvenuto nel 2005 con la rubrica Tg2 Mistrà. In seguito aveva condotto per quattro stagioni Tg2 Costume e Società e diverse edizioni del telegiornale nel fine settimana, diventando un volto legato all’informazione della Rai. Per molti anni aveva lavorato nella redazione Esteri, realizzando reportage dedicati a situazioni internazionali, conflitti e sofferenze umane. Nel corso delle trasferte aveva raccontato realtà lontane e contesti difficili, dando spazio anche a persone e vicende esposte al rischio di restare invisibili. Dal maggio 2025 guidava la redazione Scienze, incarico nel quale aveva continuato a occuparsi di divulgazione e questioni ambientali.
I libri, la fotografia e la battaglia per gli animali
Accanto all’attività televisiva, la professionista aveva coltivato la scrittura, pubblicando saggi e libri su argomenti differenti. Nel febbraio 2026 era uscita una sua biografia dedicata a Ferdinand Porsche, il progettista automobilistico austriaco fondatore dell’omonima casa automobilistica. La passione per la fotografia completava interessi che andavano oltre il lavoro quotidiano in redazione, mentre la sensibilità verso le questioni sociali si traduceva in iniziative concrete. Il suo percorso univa infatti il racconto giornalistico alla volontà di richiamare l’attenzione sulle condizioni degli esseri viventi e sulle conseguenze dei comportamenti umani nei confronti della natura.
Per vent’anni aveva fondato e presieduto la onlus Il Rifugio delle Code Felici, impegnata nella lotta al randagismo e nella tutela degli animali abbandonati. L’attività dell’associazione rappresentava una parte significativa del suo impegno al di fuori della professione giornalistica, dedicato al contrasto dei soprusi e alla sensibilizzazione sul benessere animale. Era inoltre vicepresidente di Greenaccord, realtà che riunisce giornalisti impegnati sui temi ambientali.
Il ricordo dei colleghi e il legame con il Friuli Venezia Giulia
Anche Unirai Figec ha manifestato vicinanza alla famiglia e alla redazione, richiamando in particolare la sua passione per il sociale. Tra gli aspetti ricordati dai colleghi figura il legame con il Friuli Venezia Giulia, territorio al quale aveva dedicato un approfondimento televisivo. La puntata di Tg2 Dossier era stata realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì la regione.
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