Napoli dice addio a James Senese, sulla bara il suo sax
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Una folla commossa, composta non solo da volti noti ma soprattutto da gente comune, si è stretta nel quartiere di Miano per l’ultimo saluto a James Senese, il sassofonista la cui musica ha travalicato i confini cittadini senza mai dimenticare le sue radici. All’interno della chiesa di Santa Maria dell’Arco, un silenzio carico di emozione è stato rotto soltanto dalle note di “Chi tene 'o mare”, una delle sue interpretazioni più celebri, mentre il feretro, su cui era stato posato il suo amatissimo sassofono, veniva accompagnato verso l’altare. La sua scomparsa, avvenuta dopo un ricovero in rianimazione per una polmonite, ha posto fine a una vita interamente dedicata al suono, che egli stesso definì come un tentativo di “fissare il tempo, armato di sax e sentimento”.
Un quartiere in lutto per il suo artista
Miano, il rione dove Senese è nato e ha scelto di vivere per tutti i suoi ottant’anni, ha mostrato il legame viscerale con un artista che ne ha cantato l’anima. All’uscita della bara, gli applausi spontanei e i cori affettuosi, tra cui qualcuno che ha gridato “Salutaci Pino”, hanno trasformato il momento del distacco in una celebrazione della sua eredità artistica e umana. La partecipazione, che ha visto una notevole presenza di persone di ogni età, ha dimostrato come la sua figura abbia saputo parlare a generazioni diverse, unendo la forza del ricordo alla potenza di una musica che resta.
La musica presente per l'ultimo saluto
Oltre alla commozione popolare, la cerimonia ha riunito molti di quelli che, con lui, hanno condiviso palcoscenici e sessioni in studio, scrivendo pagine fondamentali della musica napoletana e italiana. Tra i presenti, si sono notati il sindaco Gaetano Manfredi e l’ex presidente della Camera Roberto Fico, ma la vera costellazione era quella di colleghi come Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Enzo Avitabile, Enzo Gragnaniello e Nino D’Angelo. Quest’ultimi, alcuni dei quali hanno fatto parte della storica band di Pino Daniele assieme a Senese, hanno rappresentato un intero mondo artistico che oggi perde un punto di riferimento, un compagno di strada la cui tecnica si fondeva con una rara intensità espressiva.
L'eredità di un suono indimenticabile
La sua carriera, segnata dalla fondamentale collaborazione con Pino Daniele – di cui contribuì a lanciare il talento – e dalla guida dei Napoli Centrale, ha lasciato un’impronta profonda nel panorama musicale. Il suo sax, strumento di elezione, non era un semplice mezzo tecnico bensì un’estensione della sua voce interiore, capace di parlare di Napoli al mondo con un linguaggio universale. La sua scomparsa, giunta a un solo giorno di distanza da quella del fotografo Mimmo Jodice, priva la città di due suoi pilastri culturali, due artisti che hanno raccontato, con mezzi diversi, le luci e le ombre di una metropoli complessa e vitale.




