Pedro Acosta svetta nelle fp1 del gp delle americhe, marc marquez cade ma recupera il quarto tempo
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Redazione Sport
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La prima sessione di prove libere del Gran Premio delle Americhe, sul circuito di Austin, ha consegnato un verdetto chiaro: Pedro Acosta è già in palla. Lo spagnolo della KTM, che solo sette giorni fa aveva fatto segnare il miglior tempo in Brasile sul tracciato di Goiania, ha replicato l’exploit imponendosi davanti a tutti con il tempo di 2’01”715, un crono che è arrivato a ridosso della bandiera a scacchi, quando ormai la pista offriva le condizioni migliori per tentare l’attacco. È stato proprio l’utilizzo di una gomma anteriore morbida nuova, una scelta tattica diversa rispetto alla maggior parte dei rivali che si erano affidati alla mescola media, a concedergli quel margine decisivo.
Alle sue spalle, a completare un terzetto di vertice tutt’altro che scontato, si sono piazzati Fabio Di Giannantonio e Jorge Martin. Il primo, in sella alla Ducati del team Pertamina Enduro VR46, ha confermato un buon feeling con il tracciato texano; il secondo, portacolori dell’Aprilia ufficiale, ha invece tenuto alto il nome della casa di Noale in una sessione che ha visto alternarsi più moto al comando. Il terzo tempo di Martin rappresenta un’indicazione importante per il costruttore italiano, che cerca continuità dopo l’ottimo avvio di campionato.
Il turno, però, è stato segnato da un momento di forte apprensione per Marc Marquez. Il campione del mondo, vincitore qui per sette volte, è stato protagonista di una caduta brutale nei primi minuti delle FP1. Lo spagnolo ha perso il controllo della sua moto finendo lungo nella via di fuga ad alta velocità; l’impatto è stato attutito dagli air fence, ma la scivolata è apparsa violenta. Marquez ha riportato diverse abrasioni agli avambracci, ma la sua reazione è stata immediata: dopo essere tornato ai box per la medicazione e aver fatto scattare la bandiera rossa per ripulire la ghiaia, ha rimontato in sella chiudendo addirittura al quarto posto finale, un risultato che testimonia la sua capacità di gestire l’imprevisto senza compromettere il lavoro di messa a punto.
La classifica racconta di un avvio senza padrone tra Ducati, Aprilia e KTM
Guardando la graduatoria delle FP1, si nota subito come il distacco tra i primi sia piuttosto contenuto, elemento che lascia presagire una Q2 combattuta. Dietro al trio di testa si è inserito appunto Marc Marquez, capace di riportarsi in zona di vertice nonostante il tempo perso a causa dell’incidente. Più staccato, ma comunque dentro i primi dieci, si è classificato Marco Bezzecchi, che ha chiuso in nona posizione, confermando un approccio metodico al fine settimana senza cercare forzature.
L’episodio che ha coinvolto Marquez ha inevitabilmente condizionato lo svolgimento della sessione, costringendo la direzione gara a esporre la bandiera rossa per consentire ai commissari di ripristinare le condizioni di sicurezza. Alla ripartenza, il numero 93 ha dimostrato una tenacia che ha impressionato gli addetti ai lavori: non solo è tornato in pista con abrasioni visibili, ma ha immediatamente iniziato a limare i suoi riferimenti cronometrici, scalando posizioni fino a issarsi al quarto posto. Un comportamento, il suo, che ribadisce la capacità di separare l’aspetto fisico dall’obiettivo tecnico.
La strategia delle gomme fa la differenza negli ultimi minuti
L’aspetto più interessante dal punto di vista tecnico è stato proprio il gioco delle mescole nel finale. Acosta ha azzeccato il momento montando la gomma anteriore morbida, mentre i rivali più immediati, come Di Giannantonio, hanno optato per soluzioni differenti che non hanno permesso loro di rispondere colpo su colpo. Questo dettaglio, apparentemente marginale, ha invece scomposto la classifica tradizionale, dimostrando come in un tracciato severo sulle gomme come il Circuit of the Americas la gestione degli pneumatici possa ribaltare i valori visti nei turni precedenti.
Per quanto riguarda le altre case, il confronto resta aperto. La Ducati ha piazzato diverse moto nelle zone alte della classifica, ma non ha trovato un leader unico capace di monopolizzare la scena; l’Aprilia ha potuto contare su un Martin in gran forma, mentre la KTM ha visto nel suo giovane talento il terminale ideale di un lavoro di squadra che sta dando frutti continui in questo avvio di stagione. La caduta di Marquez ha tolto un po’ di brillantezza alla Honda, che però ha potuto contare sulla reattività del suo campione per limitare i danni.
Un venerdì di lavoro senza sbavature per i piloti di centro gruppo
Alle spalle dei primi dieci, la sessione ha offerto spunti interessanti per quanto riguarda l’adattamento al tracciato. Bezzecchi, pur lontano dal vertice, ha gestito il turno con regolarità, concentrandosi sulla ricerca del setup senza cercare il tempo secco a tutti i costi. Una scelta, questa, che potrebbe rivelarsi vincente in ottica gara, dato che le condizioni dell’asfalto tendono a evolvere rapidamente ad Austin. L’impressione generale, al termine di queste prime prove, è che nessuna squadra abbia ancora scoperto tutte le sue carte, con le FP2 che si preannunciano decisive per definire l’accesso diretto alla Q2.
Il responso del venerdì texano parla quindi di un Acosta in stato di grazia, capace di ripetere la prestazione già messa in mostra in Brasile, e di un Marquez che, nonostante l’incidente, ha dimostrato di poter rimanere un fattore anche quando le condizioni di gara si mettono di traverso. Per Di Giannantonio e Martin, invece, si tratta di una conferma: il primo è sempre più a suo agio con la Desmosedici, il secondo sta trovando quella continuità che gli era mancata in alcuni frangenti della scorsa stagione. La strada verso il Gran Premio è ancora lunga, ma i primi segnali indicano che il livello di competitività, anche su una pista storicamente complicata, si è ulteriormente alzato.




