Allarme nucleare: l’Aiea convoca il Consiglio dopo i raid statunitensi in Iran
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Redazione Esteri
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L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha indetto una riunione d’urgenza del Consiglio dei governatori a Vienna, a seguito dei bombardamenti condotti dagli Stati Uniti contro tre impianti strategici del programma nucleare iraniano. La decisione, annunciata tramite un post su X, ha comportato anche la cancellazione del viaggio a Bruxelles del direttore generale Rafael Grossi, che avrebbe dovuto partecipare al Consiglio Esteri dell’Unione Europea.
Nella notte tra il 21 e il 22 giugno, le forze americane hanno colpito i siti di Fordow, Natanz e Isfahan, obiettivi centrali per lo sviluppo atomico di Teheran. Nonostante la gravità dell’attacco – definito dal presidente Donald Trump come "completato con successo" – l’Aiea ha escluso un aumento significativo delle radiazioni al di fuori delle strutture coinvolte. Un dato che ha alimentato sospetti e interrogativi, soprattutto riguardo alla reale entità dei danni.
Le autorità iraniane, infatti, hanno minimizzato l’impatto degli attacchi, sostenendo che gli impianti non siano stati distrutti, come invece affermato da Washington, ma solo parzialmente danneggiati. In particolare, Fordow – sito sotterraneo noto per l’arricchimento dell’uranio – sarebbe ancora operativo, sebbene con danni strutturali. Le dichiarazioni contrastanti hanno riacceso il dibattito sulle reali capacità dell’Iran di proteggere le proprie infrastrutture nucleari e sulla quantità di materiale fissile presente nei luoghi colpiti.
L’assenza di contaminazione radioattiva ha portato alcuni esperti a ipotizzare che i depositi di uranio fossero stati spostati prima dei raid, oppure che le scorte fossero ridotte al minimo. Teheran, dal canto suo, insiste nel negare qualsiasi violazione degli accordi internazionali, ribadendo la natura pacifica del proprio programma.




