Iran, allarme Aiea dopo i raid Usa: "Rischio Chernobyl, contaminazioni a Natanz"
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Redazione Esteri
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I bombardamenti americani sui siti nucleari iraniani di Natanz, Esfahan e Fordow hanno sollevato il timore di un potenziale disastro atomico, paragonato da alcuni a Chernobyl. Sebbene Teheran abbia negato fughe radioattive, l’Aiea ha confermato contaminazioni nell’area di Natanz e gravi danni ai laboratori di Esfahan. A destare maggiori preoccupazioni è Fordow, dove le scorte di uranio-235, utilizzato per l’arricchimento, potrebbero essersi disperse.
«Non si tratta di un’esplosione nucleare, né di una diffusione di materiale nell’atmosfera come accadde nel 1986», ha precisato Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare dell’Enea, escludendo scenari apocalittici. Tuttavia, la distruzione delle strutture e la possibile dispersione di isotopi come cesio o iodio potrebbero avere conseguenze ambientali rilevanti, anche se circoscritte.
Fonti della Difesa israeliana, citate da Channel 12, sostengono che Natanz sia stata «completamente distrutta», con l’uranio arricchito ancora presente nei depositi al momento dell’attacco. Meno chiara è la situazione a Fordow, dove i danni sotterranei restano difficili da valutare. Rafael Grossi, direttore generale dell’Aiea, ha ammesso alla Cnn che «nessuno può quantificare l’entità dei danni», ma i cambiamenti nella conformazione dei siti lasciano presupporre «impatti significativi».




