Tafferugli a Bagnoli durante il consiglio comunale sull'America's Cup: un agente ferito e un manifestante fermato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Si è svolto nel pomeriggio di martedì 3 marzo, nella sede della X Municipalità di via Acate, il consiglio comunale monotematico convocato per discutere dei lavori di rigenerazione urbana a Bagnoli-Coroglio in vista della 38esima America's Cup, e la seduta, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi, è stata letteralmente presidiata da un centinaio di manifestanti, appartenenti a vari comitati e al network No America's Cup, che chiedono di essere ascoltati e di partecipare attivamente alle decisioni che ridisegneranno il volto del loro quartiere; la tensione, già palpabile nelle ore precedenti, è degenerata quando alcuni attivisti hanno tentato di forzare il cordone di sicurezza, sfondando le transenne e venendo a contatto con le forze dell'ordine in tenuta antisommossa, e nel corso dei tafferugli, secondo quanto comunicato dalla Questura, un agente è rimasto ferito alla testa mentre un giovane manifestante è stato fermato e condotto in commissariato, una circostanza, quest'ultima, che ha ulteriormente infiammato gli animi dei presenti, i quali ne hanno chiesto a gran voce la liberazione.
Le ragioni della protesta e la replica del sindaco Manfredi
I manifestanti, radunatisi fin dalle prime ore del pomeriggio e partiti in corteo da viale Campi Flegrei con striscioni e slogan come “Bagnoli non è in vendita” o “Una colmata di menzogne”, esprimono da tempo un malcontento profondo, che non riguarda tanto l'evento velico in sé, quanto piuttosto ciò che percepiscono come una gestione calata dall'alto delle trasformazioni urbanistiche e ambientali; il loro timore principale, condiviso anche da alcune associazioni ambientaliste come il Wwf che ha scritto al presidente della Regione, è che l'arrivo della competizione, con la creazione di un bacino di calma per le barche e le opere di dragaggio e tombatura della colmata, rappresenti un cavallo di Troia per realizzare di fatto un porto turistico, stravolgendo di fatto il progetto originario di restituire alla città un litorale libero e fruibile pubblicamente. I cittadini contestano inoltre presunte carenze nelle procedure di trasparenza, sottolineando come i lavori procedano in assenza, secondo loro, di alcune valutazioni di impatto ambientale e con un piano di monitoraggio non ancora del tutto definito, sollevando dubbi, nonostante le rassicurazioni dell'Arpac, sugli effetti delle polveri sottri rilevate nei giorni scorsi. All'interno dell'aula consiliare, il sindaco Manfredi, ascoltato con attenzione dai 29 consiglieri presenti sotto la presidenza di Vincenza Amato, ha respinto con fermezza le accuse, parlando di un’unica strategia pubblica di rigenerazione, all’interno della quale l’America's Cup, in programma nel 2027, funge semplicemente da “acceleratore temporale” per opere comunque previste, come la bonifica dell’amianto, completata nel 2023, e i lavori di riqualificazione del litorale e di alcune strutture come Lido Pola e Città della Scienza; Manfredi ha ribadito la natura temporanea delle installazioni necessarie alla manifestazione, destinate a essere rimosse, e ha chiarito che la decisione di conservare la colmata, anziché rimuoverla, è stata suggerita dal ministero dell’Ambiente proprio per evitare un impatto ambientale più gravoso.
La posizione del consiglio comunale e l'ombra dell'inchiesta
Nonostante il clima incandescente all'esterno e le critiche provenienti da una parte politica, in particolare da Napoli Solidale-Europa Verde, il consiglio comunale ha visto un fronte ampio e sostanzialmente coeso nel sostenere l'operato dell'amministrazione: dal Partito Democratico, con Gennaro Acampora che ha comunque invitato ad ascoltare maggiormente il territorio, al Movimento 5 Stelle, con Ciro Borriello che ha parlato di “cose surreali” e di una bandiera della partecipazione agitata senza cognizione di causa, fino al centrodestra, con i rappresentanti di Fdi, Lega e Fi che hanno espresso il loro appoggio compatto al sindaco, sottolineando come il futuro dell'area non possa più attendere dopo decenni di immobilismo. Al termine della seduta, è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno che dà sostanzialmente il via libera alla prosecuzione dei cantieri; resta tuttavia sullo sfondo, a gettare un'ombra sulle procedure, un fascicolo aperto dalla Procura della Repubblica che, come emerso nelle scorse settimane, sta effettuando accertamenti per verificare la correttezza degli appalti e delle bonifiche, un’inchiesta che, sebbene al momento non abbia prodotto alcuna contestazione formale, aggiunge un ulteriore tassello di complessità a una vicenda già densa di tensioni sociali e interrogativi ambientali.




