Incendio in Croazia, la costa dalmata devastata dalle fiamme: un morto e decine di feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una notte di fuoco e terrore ha sconvolto la costa centrale della Croazia, dove un vasto incendio boschivo, alimentato da raffiche di vento impetuoso e favorito dalla prolungata siccità che sta colpendo la regione balcanica, si è abbattuto sulla località turistica di Lokva Rogoznica propagandosi poi rapidamente fino a minacciare seriamente la vicina città di Almissa, nota in croato come Omiš.

Il bilancio delle vittime e l'emergenza sanitaria

Il drammatico bilancio provvisorio dell'emergenza parla di una persona deceduta e di almeno quaranta feriti, dieci dei quali versano in condizioni giudicate gravi; un quadro clinico preoccupante che ha costretto i sanitari a ricoverare quattordici persone presso il centro ospedaliero Kbc di Spalato, dove sette pazienti, colpiti da gravi ustioni, sono attualmente ricoverati in terapia intensiva e lottano tra la vita e la morte.

Oltre ai feriti, l'incendio ha costretto all'evacuazione oltre duemila persone tra residenti e turisti, fuggiti in preda al panico dalle zone colpite e accolti, per lo più, in una palestra allestita come centro di accoglienza d'emergenza nella cittadina di Omiš, dove la Croce Rossa ha provveduto a offrire i primi soccorsi e un riparo a centinaia di sfollati.

La furia delle fiamme e i danni sul territorio

Le fiamme, divampate nella serata di giovedì 13 agosto nella località di Lokva Rogoznica, hanno divorato in poche ore tra i 900 e i mille ettari di macchia mediterranea e pineta, distruggendo decine di autovetture e riducendo in cenere numerose abitazioni private, mentre il vento forte e imprevedibile rendeva vani i tentativi dei vigili del fuoco di arginare la corsa del rogo verso le aree abitate.

La furia devastante dell'incendio ha costretto le autorità a chiudere la principale strada costiera che attraversa la zona, paralizzando il traffico veicolare e creando lunghe code di automobilisti in fuga, mentre il cielo, tinto di un rosso sinistro e innaturale, offriva uno scenario da incubo che ha gettato nello sgomento residenti e vacanzieri.

I soccorsi e le operazioni di spegnimento

Per fronteggiare l'emergenza, considerata una delle peggiori mai registrate nella storia recente del Paese, sono stati mobilitati quasi trecento vigili del fuoco, supportati da un centinaio di mezzi e da quattro aerei anfibi Canadair che, con l'alba di venerdì 14 agosto, hanno iniziato a effettuare ripetuti lanci d'acqua per tentare di domare le fiamme e proteggere le strutture ancora minacciate.

Il capo dei vigili del fuoco croati, Slavko Tucaković, ha definito la situazione estremamente preoccupante e ha chiesto rinforzi da altre regioni della Croazia, mentre il primo ministro Andrej Plenković e il presidente della Repubblica Zoran Milanović si sono recati sul posto per seguire da vicino le operazioni di spegnimento e l'evolversi di una tragedia che ha sconvolto una delle mete turistiche più amate dell'Adriatico.

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