Allerta meteo 4 aprile, il ciclone Erminio non molla la presa: bollino arancione in quattro regioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
La coda lunga del ciclone Erminio, che da giorni tiene sotto scacco il Centro-Sud con precipitazioni incessanti e fenomeni fuori stagione, continua a condizionare pesantemente la viabilità e la sicurezza idrogeologica del territorio. Il Dipartimento della Protezione Civile, valutando l’evoluzione di questa perturbazione eccezionalmente persistente, ha infatti prorogato le allerte meteo per la giornata del 4 aprile, concentrando l’attenzione su un’area vasta che comprende Molise, Abruzzo, Basilicata e Puglia. L’allerta arancione – la seconda più grave dopo quella rossa – è stata emessa specificamente per il Molise e per settori critici di quelle altre tre regioni, dove il terreno, ormai saturo d’acqua, non riesce più ad assorbire le piogge che continuano ad accumularsi.
Piogge persistenti e terreno saturo: i rischi idraulici e idrogeologici
In Molise, nello specifico, il bollino arancione colpisce i settori dei Frentani, del Sannio e del Matese. In queste aree, il pericolo è duplice: da un lato il rischio idraulico, legato alla possibile piena dei corsi d’acqua minori e alla loro esondazione; dall’altro il rischio idrogeologico, con frane e smottamenti ormai imminenti data la natura del suolo, già messo a dura prova dagli eccezionali accumuli dei giorni scorsi. Le piogge persistenti, che in alcune località non hanno dato tregua per oltre 72 ore consecutive, si sommano a quelle già cadute, aggravando una situazione che la Protezione Civile monitora con attenzione. Nessuna regione è stata lasciata indietro, ma è proprio sul medio versante adriatico che Erminio ha scatenato la sua furia più distruttiva: tra Abruzzo e Molise, i pluviometri hanno registrato punte superiori ai 200-250 millimetri, specie sui versanti orientali della Majella e del Gran Sasso.
Numeri da record per il ciclone Erminio: oltre 200mm di pioggia in tre giorni
Secondo i dati rilevati dalla rete MeteoNetwork, la tempesta – attiva senza soluzione di continuità a partire dal 31 marzo – ha scaricato accumuli pluviometrici superiori ai 100 millimetri in un’area che si estende dal Teramano fino al Salento, passando per il Foggiano dove si registrano punte tra i 100 e i 150 millimetri. Ma il dato più eclatante arriva dai rilievi abruzzesi e molisani: in quelle zone, in sole 72 ore, è caduta più del doppio della media pluviometrica dell’intero mese di aprile. Un vero e proprio record, se si considera che in alcuni punti isolati si è superata quota 250 millimetri, una quantità d’acqua che normalmente ci si aspetterebbe in un intero trimestre primaverile. E non si è trattato solo di pioggia: il ciclone Erminio, sospingendo aria fredda in quota, ha portato nevicate eccezionali fino a quote collinari, imbiancando paesi e strade solitamente abituati alla pioggia in questo periodo dell’anno.
Disagi diffusi, allagamenti e frane: il bilancio provvisorio
Il maltempo, che ha interessato soprattutto le regioni centro-meridionali con effetti più marcati sui settori adriatici, ha già causato allagamenti diffusi in molte aree urbane e rurali. Strade trasformate in torrenti, scantinati invasi dall’acqua e numerose frane hanno costretto i sindaci di diversi comuni a chiudere al traffico decine di provinciali e secondarie, isolando temporaneamente alcune frazioni. In Abruzzo e Molise, i vigili del fuoco sono intervenuti a decine per soccorrere automobilisti rimasti intrappolati nelle auto e per mettere in sicurezza abitazioni minacciate dal fango. La furia di Erminio, sebbene stia volgendo al termine, ha lasciato il segno sul territorio, e gli idrologi sanno bene che il pericolo maggiore arriva proprio dopo la fine delle piogge, quando l’acqua accumulata a monte comincia a defluire rapidamente verso valle.
L’allerta si sposta a Pasqua: nuovo avviso per domenica 5 aprile
La Protezione Civile, in accordo con le regioni coinvolte – a cui spetta poi l’attivazione concreta dei sistemi di emergenza – ha già emesso un nuovo avviso per le condizioni meteorologiche avverse previste per domenica 5 aprile, giorno di Pasqua. Nonostante il progressivo esaurimento del ciclone, l’enorme quantità d’acqua caduta nei giorni precedenti costringe a mantenere alta la guardia: per domenica è stata emessa un’allerta arancione e gialla per rischio idrogeologico su quattro regioni. Non si tratterà, dunque, di nuove piogge violente, ma della lenta e pericolosa risposta del territorio a tre giorni di precipitazioni record. Il livello di attenzione resta elevato, specialmente lungo i bacini idrografici minori e nelle aree collinari dove le frane, innescate dall’acqua, potrebbero verificarsi anche a distanza di ore dalla fine dei fenomeni.




