Garlasco, tre convocazioni in procura per fare luce sul delitto di Chiara Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di diciotto anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nell’estate del 2007 a Garlasco, la procura di Pavia torna a interrogare alcuni dei protagonisti di una vicenda che ha segnato la cronaca nera italiana. Martedì 20 maggio, Andrea Sempio e Alberto Stasi – già condannati in via definitiva per il delitto – sono stati convocati separatamente, mentre Marco Poggi, fratello della vittima, è stato ascoltato a Venezia. Un incrocio di appuntamenti voluto per evitare fughe di notizie e possibili contaminazioni tra le diverse versioni.

Quello che emerge dalle ultime indagini è un approfondimento su dettagli già noti, ma che potrebbero rivelare incongruenze nelle ricostruzioni passate. Se le nuove acquisizioni tecniche – inevitabilmente più avanzate rispetto a quelle di quasi due decenni fa – dovessero portare a revisioni, si aprirebbero interrogativi sull’operato degli inquirenti dell’epoca. Senza anticipare esiti, resta da capire se Marco Poggi, il cui ruolo è sempre stato marginale nelle inchieste, possa fornire elementi decisivi per ribaltare quanto stabilito dalle sentenze.

La difesa di Sempio, dal canto suo, si prepara a un faccia a faccia con i magistrati. «Ci stiamo organizzando», ha dichiarato il suo avvocato, senza aggiungere particolari su quella che potrebbe essere la strategia processuale. Intanto, le dichiarazioni di un "super testimone" – quelle che hanno spinto le autorità a setacciare il canale di Tromello in cerca dell’arma del delitto – sono finite al centro di un servizio de Le Iene, mandato in onda proprio nella serata del 20 maggio.

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