730 precompilato 2026, dal 30 aprile scattano i controlli sulle spese tracciabili per detrazioni e deduzioni
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Redazione Economia
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Da giovedì 30 aprile, esattamente come annunciato dall’Agenzia delle Entrate, i contribuenti potranno accedere all’area riservata del sito per visualizzare il modello 730/2026 già predisposto dal Fisco. Si tratta di un’autentica mole di dati – oltre 1 miliardo e 300 milioni di informazioni complessive, secondo gli ultimi aggiornamenti dell’amministrazione finanziaria – che alimenta la piattaforma; una mole dominata, ancora una volta, dalle spese sanitarie, che da sole rappresentano più di un miliardo di documenti trasmessi da farmacie, Asl e strutture convenzionate. Eppure, nonostante l’enorme sforzo di raccolta, la precompilata non è uno strumento da accettare passivamente: la vera posta in gioco, per chi intende fare quadrare i conti con il fisco, riguarda la possibilità di beneficiare di detrazioni e deduzioni, un meccanismo, quest’ultimo, che abbassa il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta, a patto che ogni spesa sostenuta sia rigorosamente tracciabile. Le ricevute dei Pos, gli estratti conto bancari o l’annotazione in fattura da parte del professionista restano, quindi, i documenti fondamentali per dimostrare l’avvenuto pagamento con mezzi diversi dal contante.
Le date da segnare in rosso e la soglia dei 75mila euro
Il calendario fiscale, come di consueto, prevede una finestra temporale ben definita: dal 30 aprile fino al 14 maggio ci si potrà limitare alla sola consultazione della dichiarazione, mentre a partire dal 20 maggio scatterà la possibilità concreta di inviare il modello, con o senza modifiche, con scadenza ultima fissata al 30 settembre per il modello 730. Una delle novità più rilevanti di questa tornata riguarda i contribuenti con redditi che superano i 75mila euro. Per loro, infatti, la legge di bilancio ha introdotto un tetto automatico al cumulo delle detrazioni; un limite che il sistema, in questo caso, calcolerà in modo autonomo all’interno della precompilata, tenendo conto sia del reddito dichiarato sia del carico familiare, con un’unica eccezione rappresentata dalle spese mediche, le quali continuano a non essere soggette a questa restrizione né alla soglia dei 75mila né ad altri paletti. Chi, invece, si trova nella condizione di dover modificare le informazioni precaricate deve essere consapevole che, in quel caso, scatta l’obbligo di conservare tutta la documentazione giustificativa per il Fisco, una responsabilità che decade soltanto per chi accetta la dichiarazione senza ritocchi.
Le tre aliquote Irpef confermate e la modalità semplificata
Sul fronte della tassazione diretta, per l’anno d’imposta 2025 (quello che si sta dichiarando nel 2026), viene confermata la struttura a tre scaglioni di reddito e tre aliquote, una semplificazione che rispetto al recente passato ha eliminato il vecchio scaglione intermedio. Più nel dettaglio, si applica il 23% per i redditi fino a 28mila euro, il 33% per la fascia che va da 28.001 a 50mila euro e, infine, il 43% oltre i 50mila euro. Per orientarsi in questo schema, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche la cosiddetta “visualizzazione semplificata”, un’interfaccia che già lo scorso anno aveva conquistato oltre 3,2 milioni di utenti (su un totale di 5,4 milioni di invii diretti) e che, ancora nel 2026, guiderà il contribuente attraverso sezioni intuitive come “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro” e “spese sostenute”. Un assist, questo, che non elimina però la necessità di aggiungere manualmente alcune voci che il fisco non conosce: molteplici sono i casi, come le spese per gli affitti degli studenti fuori sede o gli abbonamenti al trasporto pubblico locale non trasmessi dalle aziende, in cui chi compila rischia di perdere preziose agevolazioni se si fida ciecamente dei dati precaricati.
La gestione fiscale delle mance, il superbonus e le deleghe per la persona di fiducia
Tra le altre indicazioni tecniche fornite dall’amministrazione finanziaria in queste ore, emerge con chiarezza la volontà di disciplinare anche gli aspetti più “minuti” della dichiarazione. Le mance, ovvero i compensi erogati in modo spontaneo a lavoratori del settore turistico-alberghiero o della ristorazione, subiscono un trattamento fiscale specifico che deve essere comunicato attraverso i canoni della tracciabilità, così come le detrazioni per le spese scolastiche o i residui del superbonus, che continuano a richiedere una verifica puntuale dei singoli bonifici parlanti. Il fisco, in questo contesto, ha raccolto anche i dati relativi ai nuovi bonus per l’acquisto di elettrodomestici ad alta efficienza energetica, comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e ha potenziato le funzionalità in materia di deleghe: la “persona di fiducia”, infatti, potrà ora inviare la dichiarazione congiunta o accedere al servizio per la gestione delle autorizzazioni in capo all’erede, purché sia stata preventivamente abilitata tramite Spid o Cie dal titolare della dichiarazione. L’intera operazione, che coinvolge una platea di decine di milioni di italiani, si basa pertanto su un delicato equilibrio tra automazione dei dati (garantita dalla precompilazione) e responsabilità individuale del contribuente nella fase di validazione finale.
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Description: Dal 30 aprile online il 730/2026. Tutte le novità su scaglioni Irpef, tetto 75mila euro e tracciabilità delle spese. Invio dal 20 maggio.




