Gaza, 700 giorni di bombardamenti e l’allarme dell’Unicef: "Infanzia che non sopravvive"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il conflitto nella Striscia di Gaza raggiunge il tragico traguardo dei settecento giorni, l’offensiva israeliana continua a concentrarsi su Gaza City, teatro di raid aerei che solo nelle ultime ventiquattr’ore hanno causato la morte di almeno sessantanove persone. Secondo i resoconti locali, che fanno salire a settantacinque il numero totale di vittime nell’intera area, sette dei deceduti erano bambini, una cifra che contribuisce a delineare un quadro umanitario sempre più catastrofico.

Tess Ingram, responsabile della comunicazione dell’UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa, durante una conferenza stampa ha definito la città "un luogo di paura, fuga e funerali", aggiungendo che l’impensabile non è più una minaccia futura bensì una realtà consolidata. "Gaza City sta diventando un posto dove l’infanzia non può sopravvivere", ha dichiarato, sottolineando come l’escalation militare sia inarrestabile e le condizioni di vita per i più piccoli siano ormai insostenibili.

Parallelamente al perpetuarsi delle operazioni belliche, si è consumato in Vaticano un incontro dai toni glaciali tra papa Leone e il presidente israeliano Isaac Herzog. Nonostante i resoconti ufficiali di quest’ultimo parlassero di un colloquio "caloroso" e del suo impegno a "garantire la sicurezza e il benessere delle comunità cristiane", lo sguardo serio e la quasi assenza di sorrisi del pontefice hanno tradito una profonda tensione. Il papa, che ha esortato a "proteggere tutti i palestinesi", ha ribadito con fermezza la necessità di una tregua immediata e di una soluzione che passi per la creazione di due Stati sovrani.

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