Pogacar cade ma non molla: abrasioni e paura, ma il Tour continua
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Redazione Sport
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Una giornata che avrebbe potuto cambiare le sorti del Tour de France 2025 si è conclusa con un sospiro di sollievo, almeno in apparenza. Tadej Pogacar, il leader della UAE Team Emirates, è finito a terra nel finale dell’undicesima tappa, quella che ha portato il gruppo a Toulouse, dopo un contatto con Jonas Abrahamsen. Lo sloveno, che pure ha tagliato il traguardo insieme ai migliori, ha riportato diverse abrasioni e un bel spavento, soprattutto per aver sfiorato il marciapiede. «Mi sono preoccupato quando ho visto quanto ero vicino al bordo», ha ammesso, pur sottolineando di sentirsi «fortunatamente bene».
Le parole rassicuranti, però, lasciano spazio a qualche dubbio. Le montagne dei Pirenei, con l’arrivo sull’Hautacam, non sono terreno per chi ha subito colpi e contusioni. La tappa di domani, con i suoi 13,5 chilometri di ascesa e una pendenza media del 7,8%, metterà alla prova non solo le gambe ma anche la capacità di resistenza al dolore. Pogacar, che ha ringraziato i rivali per averlo atteso, sa bene che il vero esame è ancora davanti.
Tra i big che hanno mostrato fair play c’è Jonas Vingegaard, il quale ha giustificato la scelta di rallentare: «Era giusto aspettarlo, è caduto per sfortuna, non per aver corso male». Un gesto di sportività che, tuttavia, non cancella la domanda principale: quanto peserà questa caduta nella corsa verso la maglia gialla




