Spalletti lascia la nazionale, Gravina cerca un sostituto: Ranieri nel mirino, Pioli in standby
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Due anni fa, quando lasciò Napoli dopo aver conquistato lo scudetto, Luciano Spalletti se ne andò da uomo felice, con quel titolo non solo cucito sul petto ma anche tatuato sulla pelle, a sigillare un trionfo indimenticabile. Oggi, invece, la storia è diversa: l’esonero dalla panchina della nazionale arriva come una doccia fredda, un fallimento che brucia per “Lucianone”, abituato a lasciare le squadre solo quando è lui a deciderlo. L’ultima volta che aveva raccolto le sue cose in fretta, svuotando un armadietto, era stato all’Inter, sempre a giugno, proprio come ora.
Nella conferenza stampa che ha preceduto l’amichevole contro la Moldavia, Spalletti ha annunciato l’addio, spiegando di essere stato sollevato dall’incarico dal presidente federale Gabriele Gravina, ma di aver scelto di rescindere il contratto senza chiedere indennità. Una separazione netta, senza fronzoli, che lascia la Figc nella necessità di trovare un nuovo tecnico in tempi rapidi. In pole, secondo le indiscrezioni, c’è Claudio Ranieri, attualmente senior advisor della Roma, che potrebbe accettare un doppio ruolo: continuare a collaborare con il club giallorosso e, allo stesso tempo, guidare l’Italia.
L’ipotesi, però, non è semplice. Ranieri, che nella scorsa stagione ha traghettato la Roma dal rischio retrocessione al quinto posto, dovrebbe convincere la società a concedergli il via libera. Se l’operazione non andasse in porto, Gravina punterebbe su Stefano Pioli, fresco di addio al Milan e già nella lista dei possibili candidati. Intanto, Spalletti chiude la sua breve parentesi azzurra con una partita che, al di là del risultato, segnerà la fine di un percorso iniziato con grandi aspettative e concluso anzitempo.




