Bologna, il cugino di Lorenza Scarpante: «Sotto choc, ora proteggere i figli»
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Redazione Interno
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Il dolore ha inchiodato al silenzio due famiglie, divise da un fatto di sangue che ha sconvolto Bologna. Da una parte quella di Giuseppe Marra, 59 anni, imprenditore trovato morto martedì mattina nel suo appartamento di via Zanolini, riverso in una pozza di sangue con ferite profonde alla testa. Dall’altra quella di Lorenza Scarpante, sua moglie, fermata nella notte con l’accusa di omicidio aggravato dopo aver chiamato i soccorsi in stato confusionale.
«Siamo tutti sotto choc», ha detto un cugino di Lorenza, che ora punta l’attenzione sui due figli della coppia, entrambi trentenni, travolti da una tragedia che ha lasciato poco spazio alle spiegazioni. Domani mattina, nel carcere della Dozza, si terrà l’udienza di convalida del fermo per la donna, 56 anni, mentre nel pomeriggio è cominciata l’autopsia disposta dalla Procura per chiarire le dinamiche della morte.
I due gestivano un negozio di cannabis light in via Indipendenza, ma dietro l’attività commerciale si nascondevano tensioni familiari che, secondo alcune testimonianze, avevano portato all’allontanamento di Marra dalla casa coniugale. Una vicina ha raccontato che Lorenza, pur preoccupata per lui, chiedeva spesso di controllare se fosse al lavoro. «Non gli avrebbe mai fatto del male», ha aggiunto un’amica, descrivendo una lite violenta con i figli e lasciando intendere che, se coinvolta, la donna avrebbe agito in un momento di totale non lucidità.




