Export extra Ue, ad agosto crescita annua del 16,1% trainata da Svizzera, Cina e Stati Uniti

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L'ultima fotografia dell'Istat sul commercio estero dell'Italia con i paesi al di fuori dell'Unione europea a 27 mostra un quadro a due velocità. Ad agosto 2026 le esportazioni segnano una contrazione congiunturale del 2,1% rispetto a luglio, mentre le importazioni restano pressoché stazionarie con un calo dello 0,1%. Il confronto su base annua racconta però una storia diversa: l'export cresce del 16,1%, in netta accelerazione rispetto al +6,6% registrato a luglio, e l'import segna un incremento tendenziale del 17,2%.

La spinta dei mercati extra Ue

Tranne che verso il Regno Unito, dove le vendite arretrano del 2,1%, le esportazioni verso tutti i principali partner extra Ue27 aumentano su base annua. Gli incrementi maggiori si registrano verso la Svizzera (+57%), la Cina (+32,3%) e gli Stati Uniti (+31,1%). È quanto emerge dal report dell'Istat sul commercio estero extra Ue, diffuso con i dati preliminari di agosto.

A livello macro settoriale i progressi sono a doppia cifra per i beni strumentali e intermedi, entrambi in crescita del 22,1%, mentre la variazione più ampia riguarda l'energia, con un balzo del 70,4%. I beni di consumo non durevoli avanzano del 10,3%, mentre si riduce su base annua soltanto l'export di beni di consumo durevoli, in calo del 2,6%.

Il ruolo dell'oro verso Berna

Anche se i dati disaggregati saranno disponibili solo nelle prossime settimane, il balzo della Svizzera appare ancora una volta guidato dall'export di oro in lingotti, in particolare dal distretto di Arezzo, un trend ormai consolidato da molti mesi. A maggio, secondo le rilevazioni diffuse in precedenza, alla voce metalli di base l'export verso la Svizzera era quadruplicato a 1,7 miliardi di euro, arrivando a 8,5 miliardi nei primi cinque mesi dell'anno, con un incremento del 267%.

Verso Cina e Stati Uniti, invece, l'ipotesi prevalente è che prosegua il trend di vendita di prodotti farmaceutici, anche se i dati di dettaglio non sono ancora disponibili.

Il quadro degli scambi e la bilancia commerciale

Nel trimestre giugno-agosto 2026, rispetto al trimestre precedente, l'export si riduce dello 0,2% e l'import aumenta dell'1,5%. A contribuire alla flessione trimestrale delle vendite sono le minori esportazioni di beni di consumo non durevoli (-2,1%), beni strumentali (-1%) e beni intermedi (-0,4%), mentre aumentano le esportazioni di energia (+17,8%) e beni di consumo durevoli (+4,6%).

Ad agosto 2026 l'avanzo commerciale con i paesi extra Ue27 è pari a 2.000 milioni di euro, in aumento rispetto agli 1.878 milioni dello stesso mese del 2025. Il deficit energetico si attesta a 4.808 milioni, superiore rispetto ai 3.571 milioni di un anno prima, mentre l'avanzo nell'interscambio di prodotti non energetici sale da 5.449 milioni a 6.809 milioni.

Dal lato degli acquisti, le importazioni dall'India registrano una crescita tendenziale del 116,5%. Forti aumenti su base annua si rilevano anche per gli acquisti dai paesi Opec (+54,6%), dai paesi Mercosur (+39,2%) e dalla Cina (+16%). Diminuiscono invece le importazioni dal Regno Unito (-13,1%), dagli Stati Uniti (-11,1%), dalla Turchia (-9%) e dai paesi Asean (-5,7%).

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