Produzione industriale italiana in calo ad agosto: Intesa vede pochi segnali di ripresa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La produzione industriale italiana è diminuita ad agosto del 2026, con un calo dell’1,3% rispetto al mese precedente e una variazione nulla rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato diffuso dall’Istat ha evidenziato un nuovo rallentamento dell’attività manifatturiera dopo il recupero registrato a luglio, riportando l’indice su livelli inferiori rispetto alle attese degli analisti.

Il calo della produzione e la frenata dei comparti industriali

La rilevazione Istat mostra che nella media del periodo giugno-agosto il livello della produzione industriale è sceso dell’1,1% rispetto ai tre mesi precedenti. La diminuzione mensile ha interessato diversi raggruppamenti principali: i beni strumentali hanno registrato una flessione dello 0,9%, i beni di consumo dell’1,2% e i beni intermedi dell’1,8%. L’unico settore con un andamento positivo è stato quello dell’energia, cresciuto del 2,8% su base congiunturale.

Il risultato complessivo risente anche della forte variabilità che ha caratterizzato gli ultimi mesi, legata a fattori stagionali e agli effetti del calendario produttivo. Al netto degli effetti di calendario, ad agosto 2026 la produzione è rimasta invariata rispetto allo stesso mese del 2025, ma il confronto evidenzia una dinamica debole per molte componenti dell’industria italiana.

Intesa Sanpaolo: pochi segnali per un recupero nei prossimi mesi

Gli economisti di Intesa Sanpaolo, commentando i dati pubblicati dall’Istat, hanno rilevato che l’andamento dell’output industriale non offre indicazioni sufficientemente solide per ipotizzare una ripresa dell’attività nei prossimi mesi. Secondo l’analisi della banca, la volatilità osservata nelle ultime rilevazioni non modifica il quadro di fondo, caratterizzato da una crescita industriale ancora fragile.

Il dato di agosto arriva dopo il miglioramento registrato nel mese precedente e interrompe le aspettative di una sostanziale stabilità dell’attività produttiva. La contrazione mensile ha riportato l’indice ai livelli di un anno prima, mentre per trovare un valore più basso è necessario risalire ad agosto del 2025.

Energia in crescita, difficoltà per beni di consumo e intermedi

La composizione del dato evidenzia una distanza marcata tra i diversi segmenti dell’economia industriale. L’aumento dell’energia ha contribuito a sostenere il risultato complessivo, mentre la riduzione dei beni intermedi segnala una minore intensità dell’attività nelle fasi produttive che alimentano altri comparti.

Anche i beni destinati al consumo hanno registrato una variazione negativa, mentre i beni strumentali hanno mostrato una riduzione più contenuta. La distribuzione del calo tra i vari gruppi indica una debolezza diffusa che coinvolge sia la produzione destinata alle imprese sia quella rivolta alla domanda finale.

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